Legge elettorale: il referendum online del M5S. Vince il collegio intermedio

Dopo aver scelto il proporzionale, i militanti sono chiamati a votare per l’uninominale, l’intermedio e il misto. Ma qualcosa non torna.

di andreas

aggiornamento 19.24 Ecco i risultati della consultazione M5S sulla legge elettorale:

La consultazione del M5S sul secondo quesito della legge elettorale, collegio uninominale, unico nazionale o intermedio, si è conclusa. Hanno votato per il collegio intermedio in 15.453, per il collegio unico nazionale in 8.098 e per il collegio uninominale in 7.481.
I votanti in tutto sono stati 31.032.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.

Qui una spiegazione dei vari tipi di collegio.

Seconda puntata del referendum online del Movimento 5 Stelle per varare quella che sarà la proposta di legge elettorale firmata M5S. Dopo aver scelto tra maggioritario e proporzionale (in cui ha prevalso quest’ultimo) si passa ai tipi di collegio elettorale. La segnalazione arriva direttamente dal blog di Beppe Grillo:

Oggi gli iscritti ceritificati votano per il secondo punto della legge elettorale del M5S dopo la scelta tra proporzionale e maggioritario che ha visto prevalere il proporzionale.
Il punto di oggi riguarda i collegi. E’ possibile scegliere tra: collegio uninominale, collegio unico nazionale o collegio intermedio. Il professor Aldo Giannulli in un video ha argomentato i pro e i contro delle tre possibilità e ha risposto alle domande durante l’ultima settimana sul suo blog e via mail.
Se vuoi puoi vedere (o rivedere) la registrazione prima del voto.
Il sistema di votazione sarà attivo oggi martedì 28 gennaio dalle ore 10:00 alle ore 19:00.
Partecipa! Il tuo voto è importante!
Puoi accedere alla votazione qui.

Si potrà scegliere tra i tre diversi tipi di collegi: uninominale, nazionale, intermedio. Al che però sorge un dubbio: come fa il proporzionale, che è già stato votato dai militanti M5S, a essere compatibile con il collegio uninominale? Le due cose sembrerebbero in contraddizione, dal momento che in un collegio uninominale si elegge un solo deputato (di norma chi conquista il 50% più uno dei voti) che diventa quindi il rappresentante di quell’area in Parlamento. E questo è però il meccanismo del sistema maggioritario, mentre il proporzionale può valere solo per i collegi plurinominali.

La spiegazione, per quanto contorta, però c’è e risale al meccanismo che nel passato regolava il Senato italiano. Il numero di collegi era equivalente al numero di seggi disponibili. Se il candidato nel suo collegio conquistava il 65% (praticamente mai) veniva eletto in senso maggioritario uninominale; se questo non avveniva i candidati venivano raggruppati in liste su base regionale (e quindi non più secondo i collegi di prima) e poi eletti sulla base dei voti ottenuti (e quindi in senso proporzionale).

Continua quindi la corsa del Movimento 5 Stelle per riuscire a presentare la sua proposta elettorale prima che Pd, Forza Italia e Nuovo Centrodestra si accordino per dare vita all’Italicum, il che renderebbe vano tutto il lavoro che Beppe Grillo sta facendo sul suo blog con la collaborazione di Aldo Giannulli.

Ma viste le difficoltà che Renzi e Berlusconi stanno avendo nel varare in tempi brevissimi l’Italicum (proprio in queste ore sono in discussione quelle che potrebbero essere le modifiche da apportare al testo via emendamenti in commissione), la missione potrebbe anche riuscire. Tutto sta nel capire quanti step saranno ancora necessari. Certo è che, una volta scelto il proporzionale e il tipo di collegio, il grosso del lavoro è fatto e restano più che altro da definire i dettagli, che solitamente sono però quelli che creano la maggior parte dei problemi.