Meredith Kercher, la Corte di Strasburgo accoglie il ricorso di Amanda Knox

La giovane si è rivolta alla Corte Europea sostenendo di aver subito un processo iniquo e di esser stata maltrattata durante l’interrogatorio.

La Corte europea dei diritti umani ha accolto in via preliminare il ricorso contro l’Italia presentato da Amanda Knox, condannata in primo e secondo grado per l’omicidio di Meredith Kercher e assolta in via definitiva dalla Corte di Cassazione.

La giovane si era rivolta alla Corte Europea sostenendo di aver subito un processo iniquo e di esser stata maltrattata durante l’interrogatorio avvenuto subito dopo il suo arresto, quello non registrato ed eseguito in assenza dei legali della giovane.

Oggi la Corte di Strasburgo ha ritenuto valido il dossier presentato dai legali di Amanda Knox e comunicato il tutto al governo italiano, che ora avrà modo di fornire la propria versione dell’accaduto e difendersi.

Amanda Knox, lo ricordiamo, fu arrestata il 5 novembre del 2007, pochi giorni dopo l’omicidio di Meredith Kercher. Con lei vengono arrestati anche Raffaele Sollecito e Patrick Lumumba, chiamato in causa proprio da Knox durante l’interrogatorio. Lumumba viene scagionato pochi giorni dopo, mentre Sollecito e Amanda Knox restano in carcere.

La condanna in primo grado arriva il 5 dicembre 2009. Amanda Knox viene condannata a 26 anni di carcere, Raffaele Sollecito a 25. Il 3 ottobre 2011 arriva l’assoluzione in secondo grado, ma nel gennaio 2014 la Corte d’Assise d’Appello di Firenze ribalta quella sentenza e condanna Amanda Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione e Raffaele Sollecito a 25 anni.

L’assoluzione definitiva arriva il 27 marzo 2015 dopo circa dieci ore di camera di consiglio: la Corte Suprema assolve entrambi gli imputati “per non aver commesso il fatto”.

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