Hollande: il vero scandalo è la svolta liberal

Le divisioni dell’inattesa virata economica del presidente francese.

di sara

Hollande-in-Corrèze

Fiumi d’inchiostro sono scorsi sulle recenti vicende personali del presidente francese in carica, come dimostra anche l’ultimo annuncio con il quale avrebbe comunicato ufficialmente all’AFP, la rottura dei rapporti con la sua compagna Valerie Trierweiler. Eppure oltralpe non si discute unicamente dello scandalo riguardante gli affari di cuore di François Hollande (rispetto ai quali i francesi sono in realtà meno voyeristi di quanto si possa credere), bensì della recente svolta riguardante la sua politica economica. Un cambiamento di rotta annunciato già nel discorso di fine anno e precisato durante l’ultima intervista, che ha spiazzato in molti, sia a destra che a sinistra.
Si tratta infatti del parere espresso da parecchi rispetto alla decisione del presidente di dare un ulteriore impulso alle imprese abbassandone le spese e proponendo alcune azioni tradizionalmente più vicine ai liberal che al Partito Socialista del quale fa parte e nei ranghi del quale è stato eletto. Una politica riformista dell’offerta che divide le opinioni e mescola nuovamente le carte, anche se sostenuta da una parte importante dell’esecutivo e che ha portato alcuni ad avvicinare Hollande alle posizioni di una nota figura liberale messicana, il segretario generale dell’OCDE Angel Gurria.
Ad esporsi contro però anche il premio Nobel dell’economia 2008 Paul Krugman, che a proposito della nuova tappa si è espresso sul New York Times, preannunciando un disastro figlio di “una politica economica di destra, già screditata in passato”. L’economista, che si aspettava una condotta meno ortodossa da parte del leader della seconda economia europea, teme per il futuro del paese, così come una parte della sinistra moderata, spiazzata dalla virata presidenziale, mentre l’UMP ancora annaspa, incrementando una crisi già rilevata negli ultimi anni e perde di fatto uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti, usurpato, ironia della sorte, ben più a sinistra del previsto.

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