Beppe Grillo attacca Nando Pagnoncelli. Non gli piacciono i suoi sondaggi

Contestata la metodologia. Ma il numero di persone che non risponde non c’entra nulla.

di andreas

Beppe Grillo non ci sta. In questi giorni stanno circolando parecchi sondaggi sull’Italicum, la nuova legge elettorale, che – sempre che si voglia dare retta a queste rilevazioni – raccontano di elettori abbastanza soddisfatti del testo partorito da Matteo Renzi e da Silvio Berlusconi. Uno di questi sondaggi è apparso oggi sul Corriere della Sera, che scrive:

la nuova proposta di legge viene giudicata positivamente dal 60% degli intervistati (di questi, 19% ne dà un giudizio molto positivo) mentre poco più di un terzo si esprime negativamente. […] La nuova legge elettorale assume un significato altamente simbolico non solo per il neosegretario del Pd che, al suo esordio nello scenario politico nazionale, può accreditare l’immagine del leader concreto e di successo ma anche per l’opinione pubblica. […] Indipendentemente dai contenuti della possibile nuova legge elettorale e nonostante il disagio nel districarsi nelle materie costituzionali gli elettori sembrano considerare l’Italicum come un segnale di cambiamento e vogliono ancora sperare in un tratto che caratterizza il nostro Paese: la resilienza, la capacità di superare le avversità. “

Tutto questo non va giù a Beppe Grillo, che addita Nando Pagnoncelli a “giornalista del giorno”. Al di là del fatto che Pagnoncelli non è neanche lontanamente un giornalista, ma qual è la ragione? I sondaggi sono stati falsificati? I numeri non sono veri? Ci sono prove che Pagnoncelli stia mentendo e in verità gli italiani stanno fremendo in attesa della legge elettorale partorita dal Movimento 5 Stelle via referendum online? Niente di tutto questo. Scrive Beppe Grillo:

I dati del sondaggio spacciato per verità dal Corriere della Sera risultano da 1.000 interviste su 12.312 contatti.

Il che dimostrerebbe la falsità del sondaggio. Ma per quale ragione mai? Beppe Grillo ha mai studiato scienza statistica? Non è che Pagnoncelli ha selezionato mille risposte che gli andavano bene, semplicemente 11mila persone non hanno risposto alle domande su 12mila contattate. Ma non conta quante persone hanno buttato giù il telefono, ma che le mille che hanno risposto (e che per la statistica sono un numero sufficiente per avere un margine di errore attorno al 3%) siano state scelte a campione. E non tra amici, colleghi e conoscenti.