Ucraina: falliscono i negoziati, si rischia la guerra civile

La fragile tregua si è già interrotta.

di andreas

Aggiornamento lunedì 27 gennaio, ore 09:00 – Continua ad essere altissima la tensione in tutta l’Ucraina: dopo il fallimento dei negoziati di ieri sera tra governo e manifestanti, questa mattina Ielena Lukash, ministro della Giustizia dell’Ucraina, ha chiesto ai manifestanti che ieri sera hanno occupato il ministero di liberare l’edificio o, in caso contrario, il governo si troverà costretto a valutare ed approvare lo stato d’emergenza in tutto il Paese.

Il ministro si è rivolto agli ucraini tramite l’emittente Inter Tv. Secondo i più accreditati sarebbero falliti i negoziati tra i due leader della protesta ed il governo, anche se da più parti arrivano notizie riguardanti l’attendismo di Arseniy Yatsenyuk, uno dei due leader della protesta, il quale ha dichiarato che l’offerta è tenuta in sospeso, perché alcune richieste chiave devono ancora essere accontentate, tra cui le dimissioni del presidente:

“Martedì è il giorno del giudizio. Non crediamo a una sola delle loro parole, crediamo ad azioni e risultati. […] Non stiamo declinando la proposta (di Yanukovych sugli incarichi alla premiership, ndr), ma non la stiamo neppure accettando. Stiamo conducendo serie consultazioni tra le tre forze di opposizione.”

Nel frattempo il paese è sempre più spaccato tra chi, come i numerosi gruppi ultranazionalisti (presenti in forze sopratutto nelle città sul mar Nero, dove i porti ucraini ospitano le navi da guerra nucleari russe per intenderci) che si dicono pronti chiedere l’indipendenza dal paese, fondandone uno filo-russo, qualora venissero accontentate le richieste dei filoeuropei.

22.16 L’opposizione non cede a Yanukovich e ribadisce la richiesta di elezioni anticipate entro fine anno. A nulla sono servite quindi le offerte del presidente, e gli oppositori hanno fatto sapere che le negoziazioni continueranno, ma che comunque rimarranno erette le postazioni di protesta in piazza.

21.13 Concluso il vertice tra il presidente Yanukovich e i tre principali leader dell’opposizione. E a questi ultimi sono state offerte le cariche di premier e vice-premier. Lo riporta il sito web della presidenza L’ex-ministro dell’economia, Arseny Yatsenyuk, è stato proposto come premier, mentre a Vitaly Klitschko, ex-pugile di fama mondiale, è stata offerta la carica di vice-premier, con delega ai problemi umanitari. Yanukovich si è detto anche pronto a rivedere la costituzione in senso più pluralista.

Aggiornamento 16.36 Il presidente ucraino Viktor Yanukovich incontrerà oggi i tre principali leader dell’opposizione parlamentare in un vertice che punta a trovare un compromesso per la fine della grave crisi politica che sta investendo il Paese. Lo fa sapere la presidenza in una nota. (fine aggiornamento)

Sembrava che fosse stata siglata una tacita tregua tra i manifestanti e autorità ucraine per bloccare gli scontri in Ucraina, ma se così è stato è durata davvero poco. A Kiev un poliziotto ucraino delle forze speciali di 27 anni è stato ucciso nella notte mentre rientrava nel dormitorio dopo aver concluso il suo turno di lavoro. La notizia arriva dal ministero degli Interni.

Il poliziotto sarebbe stato freddato con diversi colpi d’arma da fuoco alla testa, mentre è morto in ospedale uno dei feriti nei violenti scontri tra polizia e manifestanti esplosi domenica a Kiev. Questa notizia, invece, arriva da fonti del partito ultranazionalista ‘Svoboda’. L’uomo di 45 anni era rimasto ferito il 22 gennaio.

E quindi, la città ucraina è tornata a essere un campo di battaglia in cui si fronteggiano polizia e manifestanti, la tregua è durata solo due giorni e nessun passo avanti è stato compiuto, nonostante il rimpasto di governo annunciato da Yanukovich e la possibile modifica delle leggi più pesanti tra quelle da poco introdotte in nome della sicurezza.

Alle parole di Yanukovich i manifestanti hanno risposto con barricate e lanci di molotov. La polizia ha replicato con i cannoni ad acqua e – ma queste sono solo indiscrezioni – proiettili di gomma. La situazione rimane tesa ed entro breve potrebbe anche peggiorare, visto che il ministro degli Interni ha fatto sapere che, secondo lui, “gli sforzi per risolvere la crisi ucraina in modo pacifico sono vani”.

Nella tarda mattinata, inoltre, cinque piani dell’edificio del ministero dell’Energia nella capitale sono stati occupati dai manifestanti del gruppo civico ‘Spilna Sprava’. Il palazzo si trova non lontano da piazza Maidan, cuore della protesta antigovernativa.