La commissione per i diritti umani del Sudafrica indaga su un nuovo caso di razzismo

In Sudafrica, fino a qualche anno fa questo articolo sarebbe equivalso più o meno al nostro esempio da antologia di scoop di uomo che morde un cane. Per fortuna le cose sono cambiate, ma non per questo la notizia sta generando meno clamore. Di certo la Commissione per i Diritti Umani del Sudafrica quando è

di dario

In Sudafrica, fino a qualche anno fa questo articolo sarebbe equivalso più o meno al nostro esempio da antologia di scoop di uomo che morde un cane. Per fortuna le cose sono cambiate, ma non per questo la notizia sta generando meno clamore. Di certo la Commissione per i Diritti Umani del Sudafrica quando è stata istituita non credeva che un giorno avrebbe dovuto aprire un’inchiesta per discriminazione razziale, dove i discriminati sono i bianchi. Giornalisti bianchi, nello specifico, che sono stati allontanati da un incontro con Jacob Zuna, il leader dell’African National Congress, partito al potere in Sud Africa. L’incontro, avvenuto il 22 febbraio scorso, era stato promosso dal Forum of Black Journalists (FBJ).

La denuncia è partita da un giornalista di una radio, Talk Radio 702, che è stato allontanato, come tutti i suoi colleghi bianchi, contrariamente ad altre etnie quali gli indiani.
L’episodio sta destando molto scalpore, perché il triste ricordo dell’apartheid, smantellato solo nel ’94, è ancora vivo nel Paese, e i paragoni si sprecano. Un portavoce del FBJ ha dichiarato a Talk Radio 702 che si è trattata di una scelta dettata da troppi anni di svantaggio dei giornalisti di colore, che ha fatto sì che si sia accumulata una mole di problematiche che andavano affrontate separatamente.

Zuma, dal canto suo, si dice estraneo alla decisione del FBJ, pur non trovandoci nulla di strano.
Accusa di razzismo che va dunque ad affiancare quelle per le quali Zuma è stato processato ad agosto, tutte altrettanto gravi: corruzione, frode, riciclaggio di denaro sporco in una storia legata a un commerciante d’armi francese. Anche allora negò con forza ogni addebito, parlando di un complotto politico organizzato ai suoi danni dal suo avversario alla presidenza del partito, lo sconfitto Thabo Mbeki.

Via | Reuters Africa