Omicidio Meredith: Sollecito e “l’inferno fatto di cemento vivo”

“E’ ormai più di un anno che vivo in quest’inferno fatto di cemento vivo. Cerco di fare qualsiasi cosa pur di evadere con la mente. Quando torno a pensare alle accuse incredibili che mi rivolgono, nei momenti di solitudine e silenzio, mi guardo intorno e mi domando da chi o che cosa mi devo difendere”


E’ ormai più di un anno che vivo in quest’inferno fatto di cemento vivo. Cerco di fare qualsiasi cosa pur di evadere con la mente. Quando torno a pensare alle accuse incredibili che mi rivolgono, nei momenti di solitudine e silenzio, mi guardo intorno e mi domando da chi o che cosa mi devo difendere

Parola di Raffaele Sollecito, attualmente sotto processo, insieme ad Amanda Knox, per l’omicidio di Meredith Kercher.

La lettera, pubblicata in esclusiva sul numero di Gente in uscita oggi, continua poi con l’ennesima dichiarazione di innocenza:

Certe volte penso che tutto questo sia un brutto sogno, ma poi mi rendo conto che è reale e la mia amarezza, delusione, risentimento, rabbia aumentano. In una situazione da incubo come questa ti sembra di arrancare nel buio pesto e l’unica luce che ti dà la speranza di andare avanti è la tua coscienza che cerca l’aiuto di Dio“.

Altre affermazioni estrapolate dalla lettera possono essere trovate qui e, ovviamente, sul settimanale Gente.

Sono curioso di conoscere la vostra opinione. Parole sincere o bieco tentativo di far colpo sull’opinione pubblica e convincerla della propria innocenza? Parole che vengono dal cuore o pensate e ponderate con uno scopo ben chiaro?

Via | AffariItaliani

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