Omicidio di Fortuna Loffredo, Papa Francesco: “Pedofilia è una tragedia. Punizioni severe per i colpevoli”

Napoli, svolta nelle indagini sull’omicidio di Fortuna Loffredo: arrestato Raimondo Caputo che nega le accuse. Rete di pedofilia a Caivano

1 maggio 2016 – E’ intervenuto sull’omicidio della piccola Fortuna Loffredo il ministro degli Interni, Angelino Alfano. A margine della cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro, svoltasi a Napoli, il politico ha detto:

“Noi abbiamo bisogno di parole da parte di chi sapeva e non ha voluto dirle, queste parole. Perchè questo silenzio è pesato in termini di ferocia, quanto quel terribile gesto che ha visto coinvolta Fortuna”

Sul caso, indirettamente, è intervenuto anche Papa Francesco. Bergoglio, salutando l’Associazione Meter, ha dichiarato:

“La pedofilia è una tragedia, non dobbiamo tollerare gli abusi sui minori, dobbiamo difendere i minori e punire severamente coloro che commettono gli abusi”

Omicidio di Fortuna Loffredo, Raimondo Caputo nega le accuse

sabato 30 aprile – Raimondo Caputo nega di avere violentato e ucciso Fortuna Loffredo: “Non ho ucciso Fortuna, non ero lì quando lei è caduta, né ho mai commesso abusi sessuali”, Il 43enne accusato dell’omicidio avvenuto il 24 giugno 2014 si è difeso così, questa mattina, durante l’interrogatorio condotto dal gip Alessandro Buccino Grimaldi, alla presenza del pm di Napoli Nord Claudia Maone. Sono indagate dalla procura anche due inquiline accusate di false dichiarazioni rese all’autorità giudiziaria.

La madre della bambina ha detto di non avere mai creduto alla tesi del suicidio, quanto a Caputo, intervistata da SkyTg24 ha detto che porterà questo dolore “fino alla tomba”:

“L’ergastolo che avrà lui non è niente, lui vive ma mia figlia no”,

ha spiegato aggiungendo di voler lasciare Caivano e di volersi trasferire altrove con i suoi due figli.

venerdì 29 aprile – C’è stata un’attesa ed inquietante svolta nelle indagini per l’omicidio di Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni trovata morta il 24 giugno 2014 davanti al palazzo dove abitava a Caivano, dopo essere caduta dall’ottavo piano. Inizialmente si era pensato ad un tragico incidente, ma quando l’autopsia evidenziò che la bambina aveva subito abusi sessuali “cronici” si iniziò ad indagare su un possibile omicidio. Le indagini della Procura hanno fatto ricadere i sospetti su Raimondo Caputo, compagno e convivente di Marianna Fabozzi, vicina di casa e amica della madre della piccola Fortuna. L’uomo, 44 anni, è già detenuto dal novembre 2015, insieme alla compagna, con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un’altra bambina.

Nell’ambito della stessa inchiesta, sia Raimondo Caputo che Marianna Fabozzi sono stati accusati di violenza sessuale aggravata nei confronti di un’altra bambina di 12 anni. Secondo la tesi degli investigatori, Caputo avrebbe abusato ripetutamente della piccola Fortuna e poi l’avrebbe lanciata nel vuoto quel 24 giugno 2014, probabilmente perché la bambina l’aveva minacciato di rivelare quegli stessi abusi. Gli inquirenti sospettano che anche Antonio Giglio di 3 anni, figlio di Marianna Fabozzi, sia stato vittima sempre di Caputo. Il bambino morì il 28 aprile 2013 precipitando sempre dallo stesso balcone dello stabile del Parco Verde di Caivano.

Il procuratore Francesco Greco ha dichiarato oggi che l’indagine sull’omicidio della piccola Fortuna Loffredo “svela un quadro preoccupante in alcuni quartieri dell’area a nord di Napoli, dove l’infanzia non è tutelata, non si consente ai giovani di avere un normale percorso di crescita. È un problema di cui tutti dobbiamo farci carico, penso alla scuola, alla chiesa, al comune, ai servizi sociali“.

Domenica Guardato, Madre della piccola Fortuna, ha espresso con amarezza la sua soddisfazione per questa svolta nelle indagini: “Da una parte sono contenta perché ho avuto giustizia, dall’altro dico che quei due devono marcire in carcere perché hanno ammazzato mia figlia. Sono sempre stata sicura che fossero stati loro, l’ho sempre detto. Forse si è perso troppo tempo, due anni. Io l’ho detto da quel giorno. Mia figlia amava la vita, non poteva essersi buttata giù. L’ho sempre saputo che era stata uccisa. Lui non l’ho mai incontrato, ma a lei l’ho chiesto e ha sempre negato. Lei è malata e c’è anche un’altra persona che sapeva tutto, la mamma di quella donna. Qui c’è un altro bimbo morto come Fortuna, il piccolo Antonio cosa dicono quei due del piccolo Antonio, cosa?“.

La donna ha sempre chiesto ai residenti della zona di collaborare con gli investigatori, ma ha trovato di fronte a sé un muro di omertà: “Ma anche oggi tutti sono rimasti in silenzio . anche oggi tutti omertosi. Pensavo, speravo, che oggi, almeno oggi, qualcuno di questo maledetto parco venisse da me per dirmi qualcosa, un abbraccio, ed invece niente. Qui c’è sempre stato e sempre ci sarà il silenzio. Io so solo che ora mi ritrovo ad essere l’unica condannata perché mi ritrovo con un dolore immenso, che non passerà mai. Perché amavo Fortuna, come solo una mamma può fare e me l’hanno uccisa. E ad oggi non so ancora perché“.

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