Decadenza Berlusconi: la Corte di Strasburgo dà una speranza al Cavaliere

Ammesso un ricorso contro la retroattività della Legge Severino. In un caso, sempre italiano, analogo a quello del leader di Forza Italia.

di andreas

È un periodo positivo per Silvio Berlusconi, non c’è che dire: prima Matteo Renzi aiuta la sua rinascita politica sedendosi al tavolo col Cavaliere per mettere a punto l’Italicum (giusta o sbagliata che sia stata la mossa, il leader di Forza Italia ne ha certamente tratto un vantaggio) e adesso si scopre che la Corte di Strasburgo ha ammesso un ricorso contro la retroattività della legge anti-Corruzione.

La vicenda della decadenza di Berlusconi è ancora fresca nella memoria: una norma della legge Severino considera incandidabile chi è stato condannato a più di due anni di pena, ma il Cavaliere e i suoi hanno sempre detto che la norma non fosse retroattiva e che quindi non si potesse sfruttare per reati antecedenti la sua approvazione, che risale al dicembre 2012. Tesi, però, sconfessata dalla giunta per le immunità, che l’ha invece considerata retroattiva dando il via a tutto il meccanismo che ha portato alla decadenza del 27 novembre.

Prevedendo tutto ciò, già a settembre Berlusconi si era rivolto alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, ritenendo, appunto, che i suoi diritti fossero stati violati. Bene, ora la Corte si è espressa e ha considerato il ricorso sulla retroattività della Legge Severino ammissibile. Attenzione, però, non nel caso di Berlusconi, bensì nel caso analogo di tale Marcello Miniscalco, segretario regionale del Psi del Molise escluso dalle elezioni del 2013 a causa di una condanna per abuso di ufficio risalente ai primi del 2000.

Caso analogo, dunque, e una speranza di uscire dal tunnel che si apre anche per Berlusconi, che se riuscisse a far saltare la decadenza dovrebbe affrontare solo l’interdizione dai pubblici uffici per due anni, che gli permetterebbe di essere nuovamente candidabile nel 2016. Resta da vedere come andranno le cose, però, perché la Corte di Strasburgo per il momento ha solo fatto sapere che la questione è ammissibile e se ne può discutere. Ma sul merito non si è ancora espressa.

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