Le intercettazioni di Totò Riina. Si parla anche di Silvio Berlusconi

“Se lo merita, se lo merita. Gli direi io ‘ma perché ti sei andato a prendere lo stalliere? Perchè te lo sei messo dentro?'”

di andreas

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La chiacchierata tra il boss mafioso Totò Riina con il suo vicino di cella Alberto Lorusso (boss della Sacra Corona Unita) in cui sono state fatte nuove minacce al pm Di Matteo che segue la vicenda della Trattativa Stato-Mafia è finita agli atti del processo. La conversazione del 20 settembre 2013 nel cortile del carcere milanese di Opera non aveva solo il pubblico ministero tra i suoi protagonisti.

Riina infatti parla anche di Silvio Berlusconi, in particolare i due fanno riferimento ai “guai” del leader di Forza Italia. Forse i suoi guai giudiziari, visto che da poco era arrivata la condanna definitiva nel Processo Mediaset. È Lo Russo ad aggiornare Riina su Berlusconi, il quale risponde: “Se lo merita, se lo merita. Gli direi io ‘ma perché ti sei andato a prendere lo stalliere? Perché te lo sei messo dentro?'”, parole che sembrano essere riferite a Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore condannato per mafia deceduto ormai da un po’ di anni.

“Era un bravo picciotto. Mischino, poi si è ammalato ed è morto”, dice sempre Riina parlando di Mangano. Non è la prima volta che Riina fa riferimento a Berlusconi nel corso delle sue conversazioni con Lorusso, Repubblica riporta una conversazione del 6 agosto:

Il 6 agosto, Riina chiede a Lorusso cosa dicono i telegiornali di quel “buffone” di Berlusconi. Il boss pugliese risponde che a Roma “stanno vedendo come fare per salvarlo “. E a questo punto Riina si lancia in un’altra delle sue invettive: “Noi su Berlusconi abbiamo un diritto: sapete quando? Quando siamo fuori lo ammazziamo”. E subito dopo: “Non lo ammazziamo però perché noi stessi non abbiamo il coraggio di prenderci il diritto”. Il 25 ottobre il boss di Corleone ritorna a parlare del Cavaliere. E anche dei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, i boss di Brancaccio sospettati di avere avuto molti contatti economici con l’imprenditoria di Milano. Di loro dice: “Avevano Berlusconi… certe volte…”. Segue un’altra parola, incomprensibile. Ma, adesso, Riina lascia intendere che ha qualche riserva anche sui suoi fedelissimi di un tempo, i Graviano.

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