Kyenge: Dopo le contestazioni risponde alla Lega

Il ministro, a Saronno, ricorda la sua vicenda personale di migrante e tira una frecciatina al Carroccio. Pronta la reazione di Salvini

Oggi il ministro per l’Integrazione, Cécile Kyenge, ha presenziato, a Saronno (Varese), ad un incontro con le scuole. Il tema del convegno, organizzato al teatro Giuditta Pasta, è stato: “Politiche per l’integrazione nella scuola“. A seguire si è svolta una tavola rotonda, a cui hanno partecipato anche il giornalista Gad Lerner e don Virginio Colmegna, dal titolo: “Ruolo degli enti locali e della società civile nei percorsi di integrazione dei nuovi cittadini“.

La Lega Nord, come aveva annunciato, ha dato vita, fuori dal teatro, ad un presidio (con l’obiettivo di contestare l’operato del ministro). Il gruppo di leghisti si è presentato all’appuntamento con cartelli che recavano scritte dal contenuto provocatorio: “La Padania = bancomat dei clandestini“; “Loro hanno subito l’immigrazione ora vivono nelle riserve, pensaci” (questa frase si poteva leggere sotto la foto di un capo indiano).

Matteo Bianchi, presente al presidio, ci ha tenuto a dire la sua. Come riporta il Corriere della Sera, il segretario della provincia di Varese del Carroccio, ha così commentato l’iniziativa odierna: “Faremo qui la nostra protesta silenziosa e pacifica contro le politiche del governo. In particolare siamo contrari alla possibilità che venga cancellato il reato di immigrazione clandestina e allo ius soli perché la cittadinanza si conquista“.

Sollecitata da Lerner a commentare i continui attacchi della Lega, il ministro ha ricordato di essere abituata a certi tipi di provocazione: “Il mio percorso è stato molto duro, e non solo per gli attacchi che già ricevevo. Ricordo il giorno in cui ero senza casa in un paese straniero da sola, sapendo che non avevo nulla da mangiare“. Ci ha tenuto a specificare, inoltre, che rispondere agli insulti non serve, meglio perseguire con determinazione la diffusione di una cultura basata sul rispetto e la non violenza.

Eppure una piccola frecciatina al Carroccio, il ministro non è riuscita proprio a risparmiarsela. Secondo Kyenge, la Lega dovrebbe sciogliere le sue contraddizioni, e spiegare come, dopo tanti anni di intransigenza sull’immigrazione, sia stato possibile investire in Tanzania o prendersi un diploma in Albania (il ministro si riferisce agli affari dell’ex tesoriere Belsito e alla “laurea” di Renzo Bossi) .

Matteo Salvini ha risposto al ministro su Facebook: “La signora KYENGE è pagata per INSULTARE la Lega? È pagata dagli italiani per occuparsi di Rom e Clandestini? La signora è disponibile a fare un confronto pubblico con la Lega, su IMMIGRAZIONEA, lavoro e clandestinità? O la signora ha paura del CONFRONTO e preferisce fare monologhi, perché non ha niente da dire o da fare “.

Il segretario del Carroccio non poteva perdere un’occasione così ghiotta per sollevare nuove polemiche. Salvini pensa già alle europee. Dopo il patto con Marine Le Pen, diventa sempre più palese la sua strategia: impostare una campagna durissima contro l’immigrazione e la libera circolazione. Così facendo, punta a recuperare il consenso del “popolo padano”, rimasto deluso per gli scandali che hanno investito il partito.

Il ministro, per parte sua, fa benissimo a non rispondere al fuoco di provocazioni a cui viene quotidianamente sottoposta. Tuttavia, dovrebbe anche imporre una propria agenda al governo, altrimenti corre il rischio di non portare a casa risultati. Calendarizzare, al più presto, una discussione su ius soli e legge sull’immigrazione è necessario. Il 2014 sarà, con ogni probabilità, l’ultimo anno per il governo Letta. Se non dovesse concretizzarsi nessuna delle proposte lanciate da Kyenge, sarebbe tutto rimandato alle prossima legislatura (e non è detto che il Pd vinca le elzioni).