Oslo, Barack Obama ritira il premio Nobel per la Pace. Fidel Castro: “Uguale a Bush”

UPDATE!    h.14.30  Si è appena concluso il discorso del Presidente degli Stati Uniti: tra i punti salienti la difesa delle sue posizioni in merito alla guerre in cui sono coinvolti gli Stati Uniti. "Un movimento non-violento non avrebbe fermato i soldati di Hitler. Negoziati non convinceranno i leader di al Qaida a cedere le

UPDATE!    h.14.30  Si è appena concluso il discorso del Presidente degli Stati Uniti: tra i punti salienti la difesa delle sue posizioni in merito alla guerre in cui sono coinvolti gli Stati Uniti. "Un movimento non-violento non avrebbe fermato i soldati di Hitler. Negoziati non convinceranno i leader di al Qaida a cedere le armi. Dire che la forza è a volte necessaria non vuol dire essere cinici, è riconoscere la storia, le imperfezioni dell'uomo e i limiti della ragione". Infine ha voluto condannare qualsiasi conflitto: "La guerra non è mai gloriosa, e non bisogna mai spacciarla come tale. La guerra è una premessa di tragedia umana".  

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Ad ottobre ne era stato dato l'annuncio con grande clamore, tra polemiche ed entusiasmo.

Oggi è giunto il giorno in cui Barack Obama ritirerà il premio Nobel per la Pace. Il Presidente degli Stati Uniti è giunto questa mattina ad Oslo, accompagnato dalla moglie Michelle, e si è già recato presso l'Istituto Norvegese per il Nobel per la tradizionale firma del Registro d'Onore con la quale accetta formalmente il prestigioso premo.Dopo aver incontrato i membri del Comitato che lo hanno scelto, il premier norvegese ed i Reali della Corona, finalmente alle 13 (ora italiana) Obama si dirigerà verso la City Hall per la consegna ufficiale e per il suo attesissimo discorso di ringraziamento.

Tuttavia non si tratta di una circostanza totalmente lieta: prova ne è che il Grand Hotel in cui Obama trascorrerà la notte con la First Lady è assediato da una folla di pacifisti che contestano il Presidente e la decisione di assegnargli il premio, sopratutto dopo la dichiarazione di voler mandare un ulteriore schieramento di 30000 marines per risolvere la situazione bellica in Afghanistan.

Come si può immaginare, la coincidenza per cui il viaggio di Obama ad Oslo sia seguito alla decisione di intensificare gli sforzi nella guerra in Afghanistan è stata stigmatizzata da molti oppositori e non ha convinto gli stessi americani. Secondo un recente sondaggio, infatti, 3 americani su 4 pensano che il loro Presidente non ha meritato il Premio perché i suoi sforzi per la pace sono stati molto deboli o inesistenti. Si tratta di una statistica alquanto contraddittoria dato che più della meta degli statunitensi dice di approvare le decisioni in merito alla continuazione del conflitto in Afghanistan.

Altre polemiche provengono da associazioni umanitarie quali Human Rights Watch  e Amnesty International che hanno criticato la linea morbida adottata nei confronti dei diritti umani in Cina, sacrificati alle esigenze della politica reale, che non sono state toccate durante la visita a Pechino.

Chi ha criticato duramente Obama è stato l'ormai ex presidente di Cuba, Fidel Castro, che dal suo sito officiale, ha lanciato strali affilati contro il suo omologo americano. In particolare il suo comportamento è stato definito "cinico" per aver accettato un premio dopo aver spinto fino alle ultime conseguenze l'impegno contro il terrorismo, incurante delle sofferenze e delle vittime tra civili e militari che questa decisione comporterà. Prosegue nella sua requisitoria Fidel, affermando di aver avuto la sensazione di stare ascoltando George W. Bush e non l'attuale capo di Stato durante il discorso a West Point: "i suoi argomenti non sono per nulla diversi dal suo predecessore". E, riguardo alle parole che Obama pronuncerà oggi alle 13, non vuole farsi alcuna illusione: "Adesso bisogna aspettare un altro discorso teatrale a Oslo, nuove frasi che nascondono l'esistenza reale di una super potenza imperiale con centinaia di basi militari dispiegate in tutto il mondo e duecento anni di interventi militari nel nostro emisfero".

Tuttavia l'uomo più potente del mondo, tenendo fede alla sua fama di ottimo stratega, ha già annunciato che nel suo discorso discuterà della contraddizione generata da un Premio Nobel che è attualmente impegnato in operazioni di guerra. Obama infatti considera i suoi sforzi contro Al Qaeda come un mezzo necessario, anche se doloroso, per raggiungere una più ampia e stabile situazione di pace. Per quanto riguarda le accuse di premio immeritato, come aveva già affermato in seguito all'annuncio di ottobre, riconosce che spesso il Nobel per la Pace ha avuto più l'obiettivo di incoraggiare gli sforzi congiunti verso l'eliminazione dei conflitti che una vera e propria celebrazione della personalità insignita da questo premio.