Sochi 2014, Putin ci riprova: “accoglieremo visitatori e sportivi di qualunque orientamento sessuale”

Il presidente Russo è tornato sull’argomento omosessualità, cercando ancora una volta di rassicurare tutti e provando a salvare il salvabile.


Mancano meno di 20 giorni all’avvio dei XXII Giochi olimpici invernali, che come ormai tutti saprete si svolgeranno a Sochi, in Russia dal 6 al 23 febbraio prossimi, e lo spauracchio del boicottaggio è sempre più presente.

Vladimir Putin, che in passato non si è risparmiato dall’accostare l’omosessualità alla pedofilia, ha rincarato la dose nei giorni scorsi, aprendo di fatto le porte ai gay stranieri, invitandoli però a tenere giù le mani dai bambini, non facendo altro che peggiorare la già delicata situazione:

Potete stare tranquilli, perché non c’è un divieto per le relazioni sessuali non tradizionali, come avviene in altri stati, ma è proibita la propaganda gay tra i minori. Abbiamo un divieto per la propaganda omosessuale e la pedofilia, ma voglio ribadire, la propaganda tra i minori. I gay a Sochi possono sentirsi al sicuro, stare calmi, ma per cortesia devono lasciare in pace i bambini.

Oggi, con le olimpiadi sempre più vicine e sempre più vittima di boicottaggi, il presidente Russo è tornato sull’argomento, cercando ancora una volta di rassicurare tutti e provando a salvare il salvabile.

La Russia, ha assicurato Putin, è pronta a ricevere visitatori e sportivi di qualunque orientamento sessuale:

Le persone hanno orientamenti sessuali differenti. Noi accoglieremo tutti gli sportivi e tutti i visitatori ai Giochi.

Poi, nella stessa occasione, ha tentato di minimizzare le assenze più illustri, come nel caso di Barack Obama, Angela Merkel, David Cameron e François Hollande, spiegando che

Certi capi di Stato e di governo non hanno assolutamente l’abitudine di andare all’inaugurazione.

e che quindi quei forfait non hanno nulla a che vedere con la difficile situazione in cui gli omosessuali sono costretti a vivere nel Paese russo.

Queste dichiarazioni, però, arrivano a poche ore dall’arresto di un altro attivista gay, Pavel Lebedev, bloccato dalle forze dell’ordine a Voronezh dopo che aveva sventolato una bandiera arcobaleno, simbolo dei movimenti per i diritti dei gay, al passaggio della fiaccolata olimpica.