Francia, famiglia sterminata ad Annecy: e se il principale obiettivo fosse il ciclista Sylvain Mollier?

Le autorità di Annecy, sulle Alpi francesi, stanno scavando nella vita del ciclista Sylvain Mollier, ucciso insieme alla famiglia inglese nell’agguato del 5 settembre. E se fosse proprio lui l’obiettivo principale del killer?

Le indagini sul massacro di Annecy, in cui hanno perso la vita tre membri di una famiglia inglese ed un ciclista che non aveva alcuna relazione con le vittime, proseguono a 360 gradi e ad oggi, dopo quasi tre settimane, non c’è ancora una pista che spicca tra le tante prese in considerazione. Da qui la possibilità che gli inquirenti abbiano guardato al caso dal lato sbagliato.

E se il principale obiettivo dell’agguato fosse il ciclista Sylvain Mollier? Si tratta di un’ipotesi, solo e soltanto un’ipotesi che non ha ancora trovato alcuna conferma, ma le autorità francesi hanno iniziato a scavare nella vita di Mollier, padre di tre figli e finora considerato una vittima collaterale: si trovava a passare di lì mentre il killer massacrava la famiglia Al-Hilli ed è stato messo a tacere.

Il 45enne, impiegato nell’industria nucleare, contrariamente al desiderio dei suoi famigliari, non è stato ancora cremato e non è escluso che gli esperti forensi vogliano ancora esaminare il suo corpo alla ricerca di elementi utili alle indagini. La cremazione, va da sé, avrebbe reso impossibile ulteriori esami.

Le autorità francesi non escludono la possibilità che l’uomo, diventato padre per la terza volta a fine giugno, potesse avere una doppia vita ed è proprio su questo aspetto che si stanno concentrando le indagini.

Mollier, lo conferma il Daily Mail, lavorava per la Cezus, società sussidiaria di Areva Group, specializzata nella lavorazione dello zirconio per i contenitori del combustibile nucleare. Che il suo omicidio fosse collegato al suo lavoro? Possibile, anche se al momento non ci sono elementi a supporto di questa ipotesi.

Parallelamente proseguono anche gli approfondimenti sulla vita della famiglia inglese – il 50enne Saad Al-Hilli, la moglie Ikbal, 47, e la suocera Suhaila Al-Allaf, 74. Le due bimbe, sopravvissute al massacro, sono già tornate in Inghilterra, ospitate in una località segreta per timore che gli autori del massacro possano rintracciarle per finire il lavoro.

Foto | ©TMNews

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