Pedofilia e chiesa cattolica: i 400 spretati e i molti vescovi fatti dimettere da Benedetto XVI

Stando a diverse fonti d’informazione sono circa 400 i sacerdoti ridotti allo stato laicale da papa Benedetto XVI a causa di molestie su minori nel corso del 2011 e del 2012.

di robo

Ne avevamo dato notizia a ottobre 2012, quando nessuno immaginava che papa Benedetto XVI si sarebbe dimesso a febbraio dell’anno seguente e quando l’opinione pubblica affermava che Ratzinger coprisse i preti pedofili, opinione questa che continua ancora oggi. Per chi osservava con attenzione le vicende della chiesa cattolica era evidente, invece, che papa Benedetto XVI stesse portando avanti una campagna di pulizia senza precedenti, campagna che poi papa Francesco ha ereditato e fatta propria. Dicevamo a ottobre 2012, infatti, che papa Benedetto aveva fatto dimettere circa ottanta vescovi che gestivano male le diocesi loro affidate e, in questo campo, ricadevano anche i vescovi che, in un modo o nell’altro avevano coperto casi di pedofilia.

Ora l’agenzia Associated Press parla di circa quattrocento casi di sacerdoti spretati tra il 2011 e il 2012 e, stando a quanto si precisa dal Vaticano, si tratta di una elaborazione non del tutto esatta dei dati riportati nel volume delle «attività della Sede». Stando ai documenti, infatti, risulta che nel 2011 la Congregazione per la dottrina della fede (l’ex Sant’Uffizio) sottopose al Papa la richiesta di laicizzazione «ex officio» di centoventicinque «soggetti» e per altri centotrentacinque la richiesta di «dispensa dagli obblighi sacerdotali». Nel 2012 sono stati rispettivamente cinquantasette e sessantasette. Queste dispense, naturalmente, non hanno a che vedere tutte con la pedofilia, ma in molti casi sì, soprattutto dopo che la Congregazione per la dottrina della fede, per volontà di Ratzinger, introdusse nella chiesa il reato di pedopornografia e la possibilità per il Papa di ridurre direttamente allo stato laicale i vescovi, preti e diaconi senza processo nel caso in cui le prove fossero schiaccianti. Inoltre, non dimentichiamo che papa Benedetto XVI stabilì anche che la prescrizione in questi casi fosse di venti anni, e non più di dieci, a partire dal diciottesimo compleanno della vittima, allungamento questo che ha permesso di indagare anche su casi ben più vecchi. Vengono confermati anche i dati relativi alle dimissioni “forzate” dei vescovi: circa un’ottantina.

Purtroppo papa Benedetto XVI non è mai stato simpatico ai mass media che si sono sempre industriati a presentarlo in maniera negativa e questa situazione non è destinata a cambiare visto che il suo successore, papa Francesco, è molto più ben voluto. Poi Francesco e Benedetto dicono le stesse cose, ma se le dice Bergoglio va bene, se le diceva Benedetto era il male. Un po’ come successe con papa Paolo VI che si trovò a essere papa dopo Giovanni XXIII “il papa buono” ed ebbe come successori papa Luciani e papa Wojtyla, entrambi molto amati dalle persone. E, a proposito di papa Giovanni Paolo II non dimentichiamo che è stato proprio lui a volere Ratzinger al Sant’Uffizio e a dargli incarichi sempre più importanti nella chiesa cattolica.

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