Irlanda fuori dalla crisi: Moody’s, i titoli non sono più spazzatura

Era rimasta l’unica agenzia di rating a non aver promosso i progressi di Dublino.

I titoli irlandesi non sono più “spazzatura”. La sentenza è dell’agenzia di rating Moody’s, che sancisce l’uscita definitiva dell’Irlanda dalla crisi economica. Moody’s era rimasta l’unica a considerare il debito sovrano di Dublino “junk”. Nella tarda serata di ieri, è arrivato l’investment grade. Il giudizio è passato da Bal a Baa3, con outlook positivo. L’agenzia ha citato il potenziale di crescita del Paese e il riguadagnato accesso ai mercati obbligazionari.

Il mese scorso, Dublino è uscita da un programma triennale di aiuti internazionali da 67,5 miliardi di euro, concessi al Paese nel 2010 come conseguenza del collasso economico seguito allo scoppio della bolla immobiliare. Il percorso di austerity ha dato i suoi frutti, permettendo a Dublino di raggiungere tutti gli obiettivi concordati con la troika dei creditori. A dicembre, l’uscita dal programma è stata celebrata con grandi festeggiamenti.

L’Irlanda ha addirittura rinunciato a ricorrere a una linea di credito precauzionale. I conti sono tornati in ordine (nel 2015 si stima che il deficit dovrebbe scendere sotto il 3 per cento). Resta elevato il debito pubblico, ma il Paese ha ripreso a crescere. Quest’anno, il Governo prevede un incremento del Pil del 2 per cento, una performance tra le migliori di Eurolandia. Resta alto il tasso di disoccupazione (12,5%), che è però in calo.

La settimana scorsa, dopo la vacanze di fine anno, il Paese è tornato sui mercati con un’asta di titoli decennali che ha fruttato 3,75 miliardi, con rendimenti al 3,5 per cento. La decisione di Moody’s non fa che aprire nuove prospettive per Dublino. Si parla di investitori mediorientali e asiatici. L’agenzia di rating non ha mancato comunque di sottolineare in rosso il ritmo lento del risanamento del sistema bancario. “Il governo, ammesso che sia necessario, dovrà contribuire in misura minima ai requisiti di capitale che dovessero emergere dagli stress test europei sulle banche irlandesi”.