Obama è davvero l’uomo della Provvidenza? La chiusura trionfale della convention democratica di Denver

E’ un grande oratore e sa come arrivare al cuore della gente, Obama, e anche ieri lo ha dimostrato. Il suo discorso di chiusura alla convention democratica di Denver è stato preceduto da una trovata di grande impatto: chiamare sul palco sei persone comuni, ognuna delle quali portasse l’esempio della propria vita. Vite rovinate dal

di luca17

E’ un grande oratore e sa come arrivare al cuore della gente, Obama, e anche ieri lo ha dimostrato. Il suo discorso di chiusura alla convention democratica di Denver è stato preceduto da una trovata di grande impatto: chiamare sul palco sei persone comuni, ognuna delle quali portasse l’esempio della propria vita. Vite rovinate dal sogno americano all’incontrario, come quella signora che ha perso tutto per pagare le cure mediche in un paese sostanzialmente privo di assistenza sanitaria.

E poi lui, quell’Obama da sempre accusato di dare aria alla bocca, enunciando grandi principi senza mai denunciare le cose concrete, che questa volta ha voluto smentire la sua fama riassumendo il suo programma in pochi e sintetici punti. Grandi investimenti sulle energie alternative, con l’obiettivo di raggiungere l’indipendenza dal petrolio mediorientali entro dieci anni. Istruzione garantita per tutti i bambini e borse di studio per chi non può pagarsi l’università. Ristrutturazione completa del sistema sanitario per ribaltare il principio che chi non può pagare deve soffrire. Tagli fiscali alla classe media e, dulcis in fundo, ritiro dall’Iraq per concentrare ogni sforzo sull’Afghanistan e sulla caccia senza quartiere a Bin Laden.

Qui non manca un accenno polemico al suo avversario McCain, che dice di voler stanare il superterrorista setacciando ogni caverna, ma poi appoggia il 90% delle scelte di Bush, che alle caverne afghane non si è mai avvicinato. La gente già si spella le mani, eccitata anche dal sostegno incondizionato di Bill Clinton, e finisce per intonare il coro “USA, USA” sognando un’America migliore. Fin qui la parte democratica, mentre quella repubblicana corre ai ripari per recuperare visibilità e annuncia per oggi la nomina del vice di McCain.

Nessuno si illuda. La battaglia sarà aspra e combattuta fino in fondo, ma oggi Obama sembra aver superato i recenti tentennamenti e appare in netto vantaggio. L’impressione è che solo lui possa perdere un’elezione che ha saldamente in pugno, mentre McCain è relegato al ruolo di comprimario di lusso, ridotto a sperare in un passo falso dell’avversario. Se poi Obama sia davvero l’uomo della Provvidenza che tutti, soprattutto in Europa, dipingono è davvero presto per dirlo, ma la strategia che sta adottando è certamente impeccabile.