Legge elettorale. Scontro nel Pd tra Renzi e i bersaniani sull’accordo con FI

La sinistra del partito non vuole l’accordo con Forza Italia

di guido

È maretta nel Pd sulla legge elettorale, e sugli accordi per arrivare alla riforma – in particolare sul possibile incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi per stipulare un patto. I malumori erano palpabili da giorni, ma oggi sono esplosi con una dichiarazione del deputato Alfredo D’Attorre, vicino a Cuperlo e ai bersaniani, l’ala sinistra del partito. D’Attorre ha criticato Renzi per la possibilità che incontri Silvio Berlusconi per arrivare a un accordo con Forza Italia sulla riforma elettorale.

D’Attorre, dando voce a un sentimento piuttosto diffuso nel partito, ha detto “Sarebbe ben strano incontrarsi con un pregiudicato nella sede del Pd. Immagino che anche Renzi avrà cautela e attenzione”, invitandolo a fare attenzione a mosse che potrebbero “resuscitare politicamente Berlusconi” (una cosa che però è stata finora la specialità della vecchia dirigenza del Pd).

Renzi, che proprio stamattina si è incontrato con Angelino Alfano – poche ore dopo il botta e risposta sui media – nei giorni scorsi aveva incontrato in segreto Denis Verdini, inviato dal Cavaliere per tastare il terreno sulla legge elettorale. Un incontro che non era piaciuto a una parte del Pd, ma Renzi difende la sua scelta, ricordando che è sempre stata prerogativa del centrosinistra (quando era all’opposizione) chiedere che le riforme istituzionali si facessero a larga maggioranza. Sarebbe buffo, sottolinea, che oggi si cambiasse posizione.

E, intervistato dal Tg5, ha ribadito che non si può fare a meno di Forza Italia.

Io non voglio fare il governo con Berlusconi. Io dico: Forza Italia che è il secondo partito italiano lo lasciamo da parte? Non lo consideriamo per la legge elettorale?

Ma questo certo non calmerà gli animi di chi sospetta – e gli indizi sono tanti – che Renzi preferisca lanciare un assist a Berlusconi pur di mettere in difficoltà il duo Letta-Alfano con la prospettiva di una crisi di governo.