Alfano replica a Renzi. «L’arroganza non paga, il rimpasto lo vogliono tutti»

Alfano minaccia di staccare la spina al governo e difende Nunzia De Girolamo

di guido

Quella tra Matteo Renzi e Angelino Alfano è ormai una partita di ping pong che si gioca sopra la testa del premier Letta, sempre più emarginato e costretto a fare ora da spettatore ora da paciere all’interno della coalizione di governo, quantomai in fibrillazione da quando il neo segretario Pd è entrato in scena con le sue proposte atte a dare una scossa all’esecutivo.

Se Renzi campeggia sui giornali di oggi con un (nuovo) attacco frontale al governo, non si fa attendere la replica di Alfano dai microfoni di Radio Anch’io.

“L’arroganza non paga. Gli italiani che hanno sempre pronto in tasca, per le urne, lo spray al peperoncino”, ha detto il vicepremier, riferendosi a Renzi e a chi dice “‘o le proposte Pd o non si va avanti’, in quel caso saremo i primi a dire che noi non andiamo avanti”. E per la prima volta parla in maniera concreta dall’ipotesi di staccare la spina al governo, se il Pd non dovesse riconoscerlo.

Renzi è il segretario del Pd, Letta il presidente del Consiglio: è bene che vadano d’accordo per il bene dell’Italia altrimenti il governo va in fibrillazione: non scarichino sull’Italia le competizioni interne al Pd. Il Pd si riunisca e decida se Letta è il presidente riconosciuto, se è così si va avanti, altrimenti non ci girino intorno e non tengano l’Italia sulle spine

Tra le due anime del governo, è particolarmente acceso il confronto sul caso De Girolamo. Alfano non si tira indietro e continua a difendere il “suo” ministro, definendo “invereconda” l’intercettazione delle sue conversazioni.

Un registratore ormai lo abbiamo tutti nello smartphone e in questo caso lo si usa per buttare ombre sulla De Girolamo che allora non era neanche ministro

Ma nella bufera per un’intercettazione sta per finire anche lo stesso Alfano, di cui è stata registrata una telefonata con Salvatore Ligresti, emersa nel caso Fonsai.

È una telefonata del tutto irrilevante dal punto di vista tecnico. Io non ha mai avuto alcuna preoccupazione sulle intercettazioni: possono pure mettere una microspia tra i neuroni del mio cervello, ma non ho alcuna preoccupazione

Infine, un endorsement al rimpasto di governo, anche qui con una frecciata a Renzi.

Sul rimpasto c’è una grande ipocrisia: tutti lo vogliono ma nessuno lo dice. Letta quando rientrerà dovrà assumersi l’onere e la fatica, i problemi sono interni al Pd

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