Spese pazze in Sicilia. Indagato anche il renziano Davide Faraone: “Sono serenissimo”

83 persone nel mirino della Guardia di Finanza. Acquisti per gioielli, borse, cialde per il caffè e quant’altro.

di andreas

21.53 Davide Faraone, il renziano implicato nell’indagine sulle spese pazze in Sicilia, ha rilasciato una prima dichiarazione: “Benissimo, la procura indaghi. E se c’è qualche ladro, deve pagare. Sono certo che emergerà se c’è qualcuno che ha rubato e ha utilizzato le risorse per lucro personale. Ci sarà occasione di far conoscere a tutti i modi in cui si destinano le risorse a fini politici”.

Spese pazze anche in Sicilia: 83 consiglieri dell’Assemblea regionale siciliana sono indagati per peculato, per aver cioè usato in maniera impropria i fondi destinati ai gruppi. Ma tra questi 83 c’è un nome che risalta più di altri: è quello di Davide Faraone, deputato del Pd responsabile del Welfare e renziano di ferro.

Una prima grana, insomma, per il neosegretario del Partito Democratico che riguarda l’ex consigliere dell’Ars e (contemporaneamente) consigliere comunale di Palermo. Tra gli altri indagati spuntano i nomi dell’ex governatore Raffaele Lombardo e dell’ex presidente dell’Ars Francesco Cascio. Avvisi di garanzia anche per Francesco Musotto, ex capogruppo Mpa, Giulia Adamo (ex Udc), Rudy Maira (Pid), Antonello Cracolici (Pd), Lino Leanza (Articolo 4), Cataldo Fiorenza (ex Mpa), Marianna Caronia (ex Mpa) e Nicola D’Agostino (Udc).

Secondo gli investigatori potrebbero aver autorizzato delle spese non giustificabili come istituzionali: shopping in gioielleria, regali di nozze, acquisti di auto. Ma anche cialde per il caffè, bottiglie d’acqua, pubblicazione di necrologi. Scrive Il Fatto Quotidiano:

Tra le spese contestate dalla procura di Palermo all’ex capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, secondo ambienti politici, ci sono anche spese fatte con i fondi del gruppo per l’acquisto di cialde per il caffè, bottiglie di acqua minerale e per la pubblicazione di necrologi. Rudy Maira avrebbe ricevuto 24 bonifici per un totale di 51mila giustificati come acquisto di un’auto: veicolo che però, dalle indagini, risulta di uso privato e non per il gruppo politico. Giulia Adamo avrebbe speso 1.690 euro in una gioielleria, Maira avrebbe comprato un’auto (lui dice che è del gruppo) e il Pd avrebbe preso 2.500 euro dalla cassa del gruppo per pagare il regalo di nozze per un’impiegata. Il Pd dice che fu un anticipo e che poi i parlamentari del gruppo restituirono la somma.

In questa selva di spese difficilmente giustificabili come istituzionali saltano fuori anche dei viaggi con famiglia al seguito e shopping per comprare borse griffate. Francesco Musotto avrebbe – secondo gli inquirenti – speso 45mila euro senza giustificazione, sostenendo però di “aver preso i soldi e consegnati a Raffaele Lombardo”. Quest’ultimo smentisce: “Di tutto questo renda conta e li restituisca”.

Foto | Facebook