Clamoroso! Lawrence Dallaglio potrebbe giocare i Mondiali 2011 con l’Italia!

La notizia arriva dalla Nuova Zelanda, più precisamente dalle pagine del New Zealand Herald, in un articolo a firma di Gregor Paul. Secondo il collega, infatti, l’Irb si riunirà in settimana per modificare la regola riguardante l’eleggibilità dei giocatori. Cioé la possibilità di un giocatore di vestire la maglia di una nazionale. L’Irb vorrebbe tornare

La notizia arriva dalla Nuova Zelanda, più precisamente dalle pagine del New Zealand Herald, in un articolo a firma di Gregor Paul. Secondo il collega, infatti, l'Irb si riunirà in settimana per modificare la regola riguardante l'eleggibilità dei giocatori. Cioé la possibilità di un giocatore di vestire la maglia di una nazionale. L'Irb vorrebbe tornare al passato, quando un giocatore poteva giocare con una nazione anche se aveva già vestito la maglia di un'altra nazionale. Cosa oggi impossibile. Se passerà la regola, quindi, un campione come Lawrence Dallaglio, il cui padre è italiano, potrà decidere di tornare in attività e scendere in campo con l'Italia. Giusto in tempo per i mondiali.

Niente paura, è fantarugby e ciò non accadrà mai.
Ma potrà accadere di vedere campioni ormai esclusi dalle loro nazionali decidere di avere una seconda giovinezza con un'altra maglia. Gli esempi portati da Gregor Paul sono tanti: Doug Howlett, Sam Tuitupou e Sione Lauaki potrebbero giocare per Tonga, Jerry Collins, Chris Masoe, John Schwalger e Ross Filipo per Samoa, così come Joe Rokocoko, Radeke Samo e Lote Tuqiri potrebbero vestire la maglia delle Fiji. Uniche limitazioni, che non vestano la maglia della loro attuale nazionale per i 12 mesi precedenti e che rinuncino a vestire, in futuro, la maglia che hanno vestito fino a oggi.
Una decisione, quella dell'Irb, che scatenerà polemiche in tutto il mondo. L'eccessivo utilizzo di oriundi ed equiparati in alcune squadre, tra cui l'Italia, rischia di venir aumentato ancora di più da questa nuova regola. Dall'altra parte, però, l'idea del Board mondiale è quello di permettere alle formazioni minori di crescere più velocemente, sfruttando l'esperienza e la qualità di campioni che hanno sangue figiano, tongano e samoano, giusto per fare i tre esempi di sopra.
Venendo più vicino a noi, in Europa, sono molti i giocatori, soprattutto francesi, che hanno origini georgiane o polacche e che, a fine carriera, o se esclusi dal giro dei Bleus, potrebbero decidere di vestire la maglia della loro Patria d'origine. L'esempio più lampante è quella di Michalak, talento immenso e incompreso, che non trova spazio nella Francia di Marc Lievremont. Michalak è di origini polacche e, volendo, potrebbe aiutare a far crescere un movimento che fatica a emergere.
Quello che, poi, si dovrà capire è se, come dice l'articolo, veramente questo "scambio" varrà solo a senso unico. Cioé se solo una squadra dei tier inferiori può eleggere giocatori delle nazionali più forti o se, invece, potrà accadere anche il contrario. Speriamo la regola non passi, ma soprattutto se passasse non fosse a doppia via. Sarebbe l'ennesima scelta che favorirebbe le nazionali più forti, spezzando ancora più nettamente il movimento, con poche nazioni elette a farla da padrona.

Sinceramente, una nuova genialata dell'Irb di cui non sentivo la mancanza.