La Padania pedina Cécile Kyenge? Pubblicati gli appuntamenti del ministro

La direttrice del quotidiano spiega di voler “fare solo informazione”, il Partito Democratico parla di “gravissima iniziativa”.

di andreas

Una nuova rubrica su La Padania, il quotidiano della Lega Nord: “Qui Cécile Kyenge”, proprio di fianco alla rubrica “Qui Lega territorio” che permette ai sostenitori del Carroccio di conoscere tutti gli appuntamenti pubblici del partito. È scoppiato l’amore tra la Lega e il ministro per l’integrazione? Molto difficile, anzi, sembra piuttosto il contrario: che la Padania, cioè, abbia deciso di pubblicare tutti i luoghi in cui il ministro si recherà per rendere più facile trovarla ai vari contestatori che puntualmente si presentano a ogni sua uscita pubblica.

Ragion per cui dalle parti del Partito Democratico si è cominciato a parlare di “gravissima iniziativa”. Anche perché le contestazioni al ministro, oltre a essere continue e senza sosta, sono anche caratterizzate da brutture di non poco conto, come il lancio di banane di quest’estate a Cervia o i manichini insanguinati di Forza Nuova che si sono visti a Rimini.

La Padania, però, si limita a riportare – ovviamente – gli appuntamenti pubblici, quelli pubblicati direttamente dal ministro sul sito. E in questo modo può difendere la sua operazione (“Sono nove mesi che fa pellegrinaggio filo-immigrazionista in lungo e in largo per l’Italia e i nostri lettori vogliono essere informati sulle sue iniziative”, spiega la direttrice Aurora Lussana) nonostante non sia poi così difficile immaginare quale sia il vero scopo dell’iniziativa.

E proprio per questo il Pd ha parlato di iniziativa gravissima: “La decisione de La Padania di pubblicare in una rubrica fissa gli appuntamenti del ministro Kyenge è gravissima, ai limiti dell’intimidazione. Prima di verificare altre strade, chiediamo alla Lega di intervenire sul proprio giornale di partito. Le manifestazioni di piazza organizzate, non a caso, a braccetto con Forza Nuova stanno degenerando. Contro il ministro è in atto una polemica che non esistiamo a definire di stampo razzista”, questo hanno detto i senatori Mauro Del Barba e Roberto Cociancich.

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