M5s lancia una legge italiana sul Whistleblowing

La proposta prevede protezione e un compenso in denaro per i dipendenti che denunciano corruzione e frode fiscale nella PA e nelle aziende private

Domani sarà presentata la prima proposta di legge sul whistleblowing in Italia. Di cosa si tratta? Di un compenso in denaro, da corrispondere a chi denuncerà illeciti nei confronti della pubblica amministrazione. La norma porta la firma di un esponente del Movimento 5 Stelle, Francesca Businarolo, membro della Commissione giustizia alla Camera.

L’obiettivo della proposta è quello di ridurre drasticamente i reati di frode fiscale e corruzione e di incentivare una maggiore trasparenza.
A tale proposito, il testo della proposta è esplicito: “La legge è perfettamente in linea con gli obiettivi di trasparenza ed efficienza perseguiti dalla pubblica amministrazione e contribuirebbe a creare ambienti di lavoro più responsabili, promuovendo un cambiamento sociale e culturale di dissociazione nei confronti dell’illegalità e di situazioni di pericolo, incentivando la segnalazione di situazioni critiche in difesa dell’interesse pubblico“.

Ricordiamo che in Italia oggi non sono previsti incentivi, né larghe tutele per chi denuncia un illecito. Proprio per questo motivo, il testo della norma della parlamentare 5 Stelle integra le disposizioni del nostro Codice penale con il Whistleblower Protection Act statunitense e con il Whistleblowers’ Charter, alla base del Public Interest Disclosure Act inglese.
La norma Businarolo sarebbe un grande passo avanti per il nostro paese. Per il momento in Italia, sul tema, si può contare solo sull’articolo 54-bis (“Tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti”) del Dl n.165 del 30 marzo 2001. Tale dispositivo ha mostrato nel tempo carenze di protezione e di stimolo nei riguardi dell’informatore (whistleblower), rivelandosi, così, poco efficace.

La proposta dei 5 stelle si applica “ai dipendenti pubblici e privati, ma anche a stagisti, volontari, ex impiegati” (art.3). Dunque, non sarebbero colpite solo attività illecite commesse da soggetti che operano all’interno di Enti pubblici, ma anche quelle riconducibili a dirigenti che operano in aziende private. Il compenso in denaro da corrispondere all’informatore dovrebbe ammontare al 15%-30% della somma riscattata grazie alla segnalazione, erogabile in seguito all’emissione di una condanna definitiva da parte della Corte dei Conti (negli Usa i whistleblower hanno diritto al 30%).

Per quanto concerne la protezione contro possibili ritorsioni, la norma prevede che: “il segnalante sia protetto contro ogni conseguenza negativa, diretta o indiretta, aventi effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati alla denuncia, tra cui il licenziamento, abusi, sanzioni disciplinari, trasferimento punitivo, demansionamento, perdite di benefit.“. (art.6).

La legge sul whistleblowing targata 5 stelle, difficilmente troverà un’approvazione in tempi brevi: si tratta di un’iniziativa parlamentare. Tuttavia appare come una di quelle proposte che può trovare in aula un consenso trasversale. Vedremo, a tale proposito, quali saranno le reazioni di Pd e Sel.