Egitto: al voto per la nuova Costituzione, 4 morti

Il governo a interim si attende che vinca il sì per modificare la Carta islamista di Morsi e che ci sia una massiccia corsa al voto.

14.41 Si aggrava la situazione in Egitto, dove milioni di elettori si stanno recando per il referendum sulla nuova Costituzione: almeno quattro persone sono rimaste uccise negli scontri tra i dimostranti pro-Morsi e anti-Morsi, che si concentrano principalmente nelle città di Beni Suef, Sohag e Giza. I militari hanno l’ordine di sparare contro chiunque tenti di aggredire gli elettori.

Sono 52 milioni i potenziali elettori che tra oggi e domani dovranno votare la nuova Costituzione in Egitto tramite referendum. E purtroppo, questa mattina, una bomba ha salutato l’apertura delle urne: l’esplosione è avvenuta nel quartiere di Inbaba, al Cairo, fortunatamente, senza provocare feriti). E’ la terza volta, in meno di tre anni, che gli egiziani vanno a votare modifiche alla Carta costituzionale.

Secondo i sondaggi, dovrebbero vincere i . Così, la nuova Costituzione sostituirà quella islamista approvata dall’ex presidente Morsi un anno fa e passata con il 63,8 per cento dei consensi, ma con una partecipazione scarsissima, pari al 32,9 per cento. Il governo a interim si attende questa volta una presenza massiccia ai seggi, che significherebbe gradimento per quanto fatto fino a questo momento, da quando nell’estate scorsa l’esercito depose il primo presidente democraticamente eletto nel Paese.

La situazione, in Egitto, è difficile. Economicamente sull’orlo del precipizio, la popolazione chiede sicurezza e il 90 per cento sostiene le forze armate. Molti vorrebbero alla presidenza l’attuale ministro della Difesa Sisi, che non ha ancora sciolto le riserve sulla sua candidatura. Davanti ai seggi, ci sono circa 200 poliziotti, 150 truppe della sicurezza nazionale e 200 unità combattenti e campeggia la scritta: “Sì alla Costituzione, no al terrorismo”.

A controllare che non ci siano brogli ci sono poi alcune Ong internazionali, tra cui il Centro Carter. I sostenitori dei Fratelli Musulmani invitano a boicottare il referendum, i liberal sono in maggioranza propensi a votare sì, ma temono una deriva autoritario – fascista. Tra gli articoli più discussi, c’è il mandato del presidente di quattro anni e la possibilità che subisca l’impeachment dal Parlamento. L’Islam resta religione di stato, ma le minoranze vengono tutelate. C’è l’uguaglianza tra uomini e donne e il bando a partiti religiosi o etnici. Il ministro della Difesa viene nominato dall’esercito e resta in carica per due mandati presidenziali.