Renzi corteggia Berlusconi per un “mini” Porcellum

Se davvero Matteo Renzi pensava (o pensa ancora) di contare sull’appoggio di Silvio Berlusconi per sciogliere il nodo della nuova legge elettorale rischia di fare la stessa fine di Gianluigi Bersani quando per fare tornare i propri conti “politici” corteggiò Beppe Grillo.

Dopo le motivazioni della Consulta che ribadisce la incostituzionalità del Porcellum: “Alterava la democrazia” tocca ora per primo al segretario del Partito Democratico sciogliere i nodi di una matassa che resta intricata perchè ogni partito vuole una nuova legge elettorale su misura, a proprio uso e consumo.

Di fatto ogni partito cerca di andare al voto con un sistema elettorale che lo “premi” in funzione della forza elettorale del momento. Ecco perché la posizione di Silvio Berlusconi è cambiata puntando oggi a un sistema sostanzialmente proporzionale (corretto) proprio per fare contare di più Forza Italia, partito elettoralmente tutt’ora forte ma non come nei bei tempi andati. Il partito di Berlusconi, non è certo in grado di fare “cappotto” alle prossime elezioni e quindi l’ex premier preferisce avere un potere più politico che elettorale, per avere maggior peso nella formazione di un prossimo governo e nel gioco politico.

La Corte Costituzionale ieri ha confermato che se si tornasse a votare oggi, il sistema è quello proporzionale, tale e quale quello in vigore nella Prima Repubblica. Modificare la legge in senso maggioritario (senza forzature) diventa una scelta politica, in mano ai partiti che puntano sul bipolarismo. Qui sta il punto. Berlusconi, ma non solo lui, credono ancora nel bipolarismo?

Scrive oggi Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “Ma è tutto da dimostrare che oggi Forza Italia voglia davvero un sistema maggioritario: nel nuovo Parlamento conterebbe di più con il proporzionale. In altri termini, la strada di Renzi è in salita anche sulla riforma elettorale. Invece per Alfano, i centristi e i vari gruppi minori le notizie sono ottime. Se riescono a puntare i piedi, avranno un sistema conforme ai loro interessi politici”.

Forse più che vicini al traguardo siamo al gioco dell’oca.