Grecia: Arrestati tre deputati di Alba Dorata

Tre parlamentari di Alba Dorata sono in stato di arresto. I deputati del partito neonazista in libertà rimangono 12 (su 18 eletti)

I deputati di Alba Dorata, eletti alle elezioni del 17 giugno 2012, sono stati 18. Di questi, tre sono finiti in carcere, mentre altri tre sono in stato di libertà vigilata (il leader del partito Nikólaos Michaloliákos, il suo vice Christos Pappas e il portavoce Ilias Kassidiaris).

Nelle giornate di sabato e domenica scorsa, sono stati fermati George Germenis e Panayiotis Iliopoulos e Eustatius Boukouras, e oggi i tre deputati sono stati tradotti in prigione. I primi due nel penitenziario ateniese di Korydallos, mentre Boukouras in quello della città di Nafplio. Il giudice istruttore, Joanna Maria Klapa Dimitropoulou, e il capo della Procura, Isidore Ntogiakos, dopo aver condotto interrogatori fiume, hanno stabilito la pena detentiva per i tre parlamentari. Tale misura si è resa necessaria perché gli imputati sono stati giudicati pericolosi: potrebbero compiere, come in passato, aggressioni xenofobe.

Germenis, Iliopoulos e Boukouras non sono solo accusati di pestaggi e intimidazioni nei confronti degli immigrati, ma anche di banda armata e riciclaggio. I pm, inoltre, stanno visionando i pc, sequestrati ai tre politici di estrema destra. Ci sarebbero file che documenterebbero le modalità di accesso ai campi di addestramento paramilitare di Alba Dorata.

Ilias Kasidiaris (nella foto), dopo l’arresto dei compagni, ha polemicamente dichiarato: “I terroristi sono a piedi libero, né un deputato o un ministro hanno chiesto un’indagine sugli scandali e sulle tangenti, gli unici che strisciano in carcere sono i membri di Alba dorata” (Il Fatto Quotidiano). Il portavoce del partito neonazista si riferisce, molto probabilmente, all’ultimo scandalo scoppiato in Grecia, quello dell’Hellenic Postbank. Una truffa da 400 milioni di euro, che ha portato all’emissione di 23 mandati d’arresto nei confronti di manager e banchieri.

Ad ogni modo, non possiamo non ricordare come “un certo lassismo“, da parte della politica, non si sia manifestato solo nei riguardi di uomini d’affari corrotti. In passato, Alba Dorata è stata ampiamente tollerata dal centrodestra greco, dalle forze dell’ordine e da un pezzo di magistratura. Solo dopo i continui richiami dell’Unione Europea e una serie di scandali, si è concretizzata una reazione ferma nei confronti del partito di Michaloliákos.

Intanto i militanti, fuori dal carcere, danno vita a manifestazioni di solidarietà ai tre parlamentari. Gli attivisti non hanno smesso di dare supporto ai propri rappresentanti, dipingendoli come vittime di un complotto ed “eroi nazionali” .
Tuttavia, dobbiamo ravvisare che il consenso, nei confronti Alba Dorata, è andato progressivamente scemando negli ultimi mesi. Dopo l’inchiesta avviata dalla magistratura sull’assassinio del rapper antifascista, Pavlos Fissas, il partito di estrema destra, decapitato dei suoi vertici, è in difficoltà. Alle prossime elezioni europee, salvo sorprese, inciderà poco. La sfida vera si profila tra il partito del premier Samaras, Nuova Democrazia, e Syriza, formazione di sinistra radicale (in questo momento in testa nei sondaggi).