Guerra in Siria: Bonino “Cessate il fuoco per favorire i negoziati”

Giovedì si saprà il porto italiano da cui transiteranno le armi chimiche dell’arsenale siriano.

Il 22 gennaio si avvicina: è la data dell’inizio della conferenza di pace Ginevra 2 sulla Siria, convocata a Montreux. La situazione nel Paese continua a essere agghiacciante ed è difficile anche sedersi attorno al tavolo mentre, sul campo, a parlare sono le armi. Emma Bonino, titolare del ministero degli Esteri, lancia un appello a chi si fronteggia: “Un cessate il fuoco è indispensabile per cercare di affrontare il dramma umanitario”.

Bonino ha partecipato alla riunione degli Amici della Siria a Parigi. E’ stata ragguagliata su ciò che sta succedendo, con le varie fazioni dell’opposizione che vogliono la testa di Assad, ma che sono divise a loro volta. “Il cessate il fuoco non è certo un pre-requisito, ma è parte del negoziato” spiega Bonino alla Stampa. “Con la riunione di Parigi si apre un percorso che ha tappe precise: mercoledì 15 ci sarà in Kuwait la conferenza dei donatori, cruciale per aumentare finanziariamente gli aiuti umanitari. Il 17 l’agenzia dell’Onu per i diritti dei rifugiati sarà nei campi profughi siriani in Turchia e, contemporaneamente, per tre giorni, sarà riunita a Istanbul la Coalizione siriana che deve proprio discutere della partecipazione a Ginevra 2”.

E quello sarà un altro appuntamento da cui si attendono risultati positivi: “Con la mediazione dell’inviato Onu Brahimi, a quel punto speriamo che possano iniziare i negoziati tra le parti. Il 3 febbraio, a Roma, ci sarà la conferenza umanitaria sulla Siria. Che le armi cessino è molto importante per salvare vite umane, per consentire l’accesso umanitario e l’apertura di corridoi per l’aiuto alle popolazione. Forse non ce lo ricordiamo, ma la crisi umanitaria siriana è la peggiore dei nostri tempi, Sarajevo compresa”.

I ribelli parteciperanno alla conferenza di pace? “Da Parigi, tutti abbiamo fatto pressione sulla Coalizione, che ci auguriamo partecipi. Facendo presente che, diversamente, sarebbe una vittoria simbolica per Assad, che deve rispettare gli obblighi stabiliti dalle risoluzioni Onu, mettendo fine ad attacchi indiscriminati e liberando tutte le persone arbitrariamente detenute. Alla conferenza di pace potrebbe esserci anche l’Iran: ne discuteremo il 20 a Bruxelles”.

L’Italia ha poi il problema del porto da cui dovrebbero transitare le armi chimiche: “Abbiamo riconfermato la disponibilità, e stiamo adempiendo a tutti i necessari accertamenti tecnici e logistici richiesti dall’Opac. Saremo pronti e sapremo il nome del porto giovedì, quando l’agenzia Onu sarà a Roma, in audizione in Parlamento. Spero siano tutti consapevoli e responsabili: si tratta della più grande operazione di distruzione di armi di massa”.