Gela, uccise la moglie nel 1987: Vincenzo Scudera condannato all’ergastolo grazie al racconto del figlio

Vincenzo Scudera è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie Rosaria Palmieri, uccisa nel 1987 dopo che aveva scoperto la relazione clandestina tra il marito e sua cugina.

Ergastolo. É questa la pena inflitta dalla Corte d’Assise di Caltanissetta a Vincenzo Scudera al termine del processo di primo grado che lo ha visto imputato per l’omicidio della moglie Rosaria Palmieri, uccisa nell’aprile del 1987 quando aveva appena 22 anni.

Sono passati quasi 30 anni da quel delitto e la verità è venuta a galla solo grazie al figlio della vittima, Liborio Scudera, che aveva sei anni all’età dei fatti e che per anni ha dovuto convivere col racconto che suo padre aveva fatto di quella vicenda: la madre era fuggita con un altro uomo e li aveva abbandonati.

La verità era ben diversa e Liborio Scudera, una volta adulto, ha continuo a ripensare a quel racconto che non lo aveva mai convinto, al punto di impegnarsi nella ricostruzione dell’accaduto e spingere gli inquirenti a dare un nuovo impulso alle indagini. La procura di Gela ha fatto il resto.

Secondo quanto stabilito dalla Corte d’Assise di Caltanissetta, Rosaria Palmieri fu uccisa perchè aveva scoperto la relazione clandestina tra suo marito e sua cugina. La giovane fu uccisa e il suo corpo, mai ritrovato, fu occultato. Qualcuno in famiglia, però, era a conoscenza dell’accaduto o comunque sospettava che alla giovanissima fosse accaduto qualcosa di brutto.

Come scrive oggi La Repubblica, è stata la nonna materna di Liborio Scudera a dare conferma a quei sospetti:

Tua madre non è scomparsa, non ti ha abbandonato, non è fuggita con un altro uomo, è stata uccisa da tuo padre. […] Tua madre aveva scoperto che tuo padre la tradiva con la cugina che poi ha sposato. Aveva aperto una lettera che lei gli aveva mandato in un periodo in cui lui era in carcere, anche se poi assolto. E qualche tempo dopo gli trovò nelle tasche dei pantaloni una collana d’oro. Pensava che volesse regalarla a lei facendole una sorpresa. Ma quella collana poi tua madre la vide al collo della cugina e non ebbe più dubbi che i due avevano una relazione. E infatti, un mese dopo la scomparsa di tua madre, hanno preso te e se ne sono andati a vivere insieme a Pesaro.

Dopo quella confessione, scrive il quotidiano, il 35enne titolare di una impresa edile a Pesaro racconta tutto a sua moglie, l’avvocato Elisa Parini, e si convince che è necessario far emergere la verità.

La denuncia ai carabinieri dà l’avvio alle indagini e due anni e mezzo dopo, poche ore fa, è arrivata la condanna in primo grado per suo padre, Vincenzo Scudera.

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