Morte Sharon: oggi la camera ardente, domani i funerali

In migliaia davanti al Parlamento per l’ultimo saluto al leader israeliano, “un criminale che ha causato la morte di Arafat” per i palestinesi.

Sono già in fila, in migliaia, per dare l’ultimo saluto ad Ariel Sharon, la cui camera ardente è stata posta a Gerusalemme, di fronte al Parlamento. L’ex primo ministro israeliano è spirato ieri a 85 anni, dopo un coma durato otto anni e l’aggravamento recente. La bara resterà esposta fino alle 18 di oggi pomeriggio. La polizia ha predisposto la chiusura di molte strade della città e un servizio di navette per consentire ai cittadini di arrivare sul luogo.

Domani, sempre alla Knesset, ci sarà la cerimonia funebre. Interverrà l’intera leadership israeliana: parleranno il premier Benjamin Netanyahu e il presidente israeliano Shimon Peres. Ci sarà il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden e, secondo la stampa locale – arriverà pure il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Subito dopo il ricordo pubblico, il feretro proseguirà per il Negev, dove le spoglie di Sharon saranno interrate nel Ranch dei Sicomori, dove è già sepolta la moglie Lily.

A portare il feretro fino alla tomba saranno sei generali dell’esercito israeliano. Tutto il Paese è in lutto per il generale “bulldozer” che, dopo la guerra, cercò la pace. In patria è considerato un eroe, i palestinesi invece lo definiscono un criminale. Il presidente Shimon Peres lo ha definito “un soldato valoroso e un leader”, Netanyahu ha parlato di lui come di “un grande condottiero, fra i comandanti più importanti”.

Dagli Stati Uniti, il numero uno della Casa Bianca Barack Obama ha detto di lui: “Ha consacrato la sua vita a Israele”. “Un eroe per il suo popolo” è stata invece la frase più significativa del segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon. Jibril Rajoub, dirigente di Fatah, ha tutt’altro pensiero e rispecchia quello palestinese: “E’ morto un criminale, responsabile della morte di Arafat, sfuggito alla giustizia internazionale”.