Omicidio coniugi Spelta a Milano: c’è una figura chiave, gli amici sanno più di quanto dicono

L’ipotesi del traffico di droga continua ad essere quella più plausibile nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Massimiliano Spelta, 42 anni, e della moglie Carolina Ortiz Payano, 22, uccisi a colpi di pistola lunedì sera in via Muratori a Milano. Gli amici delle vittime, ne sono convinti gli inquirenti, sanno più di quanto hanno raccontato durante

L’ipotesi del traffico di droga continua ad essere quella più plausibile nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Massimiliano Spelta, 42 anni, e della moglie Carolina Ortiz Payano, 22, uccisi a colpi di pistola lunedì sera in via Muratori a Milano. Gli amici delle vittime, ne sono convinti gli inquirenti, sanno più di quanto hanno raccontato durante gli interrogatori a cui sono sottoposti.

Uno in particolare, il migliore amico di Spelta, l’uomo che gli aveva fatto incontrare quella che sarebbe diventata sua moglie, è già stato sentito due volte, ma i suoi interrogatori sono stati definiti “lacunosi” e “non completi“, molte domande cruciali non hanno trovato risposta. Eppure, visti gli strettissimi rapporti coi coniugi, è plausibile ritenere che sappia molte più cose.

Certo è che la brutalità dell’agguato potrebbe aver messo un freno alla voglia degli amici di collaborare. La domanda “e se, parlando, facessi anche io quella fine lì?” è più che lecita, ma gli inquirenti continuano a sentire tutti gli amici e conoscenti – molti rintracciati grazie alla rubrica del telefono di Spelta – nella speranza che qualcuno riesca a fornire elementi utili.

Parallelamente proseguono i rilievi e le analisi degli esperti: da un lato si cerca di stabilire quale percorso possano aver percorso i killer in scooter, dall’altro si stanno analizzando le celle telefoniche e i tabulati alla ricerca di qualche traccia dei killer, così come i filmati delle telecamere dell’area che potrebbero aver ripreso qualcosa.

Al vaglio in queste ore anche gli ultimi messaggi pubblicati su Facebook da Carolina Ortiz Payano, poche frasi postate a fine agosto che potrebbero nascondere qualche elemento utile alle indagini. Ne parla Il Giorno:

Scrive Carolina il 28 agosto: «Se fai, è cattivo, e se non fai, anche. Dio mio, aiutami a capire questa vita da pazzi». L’amico Albert, dai Caraibi, la consola: «Sii paziente e non ti arrabbiare, tu ti arrabbi con facilità». Lei gli risponde il giorno successivo con una frase secca: «Tutto ha un limite e il mio è già superato». […] «Sono stanca di essere buona e sopportare, non ce la faccio più. Che se ne vadano al diavolo». E ancora: «È vero, me ne voglio andare al mio Paese e dimenticarmi di questa gente diabolica». L’amica Gelandi le corre in aiuto: «No, mio amore, non darle soddisfazione, è ciò che quella stupida vuole».

E’ interessante anche leggere il parere di Celeste Bruno, l’ex ispettore della mobile ora diventato investigatore e scrittore. Lui, in un’intervista al Giorno, ha lanciato un paio di ipotesi:

Se si tratta di droga, deve essere uno sgarro molto pesante. Cioè lui potrebbe essersi fregato una grossa partita di cocaina. Cosa da trafficanti ingenui». […] «Oppure c’è qualcosa legato all’azienda liquidata, maturato in un contesto milanese. Cioè lui strozzato dai debiti potrebbe essersi messo in contatto con la criminalità organizzata, volontariamente, oppure potrebbe essere stato cercato da loro. A quel punto per guadagnare soldi si sarebbe messo in affari pochi puliti».

Le indagini proseguono.

Foto | ©TMNews

Ultime notizie su Cold Case

Tutto su Cold Case →