Amburgo, la zona rossa divisa in tre

Dubbi sull’attacco alla caserma di Davidwache, denunciato dalla Polizia: non ci sono prove. La Polizei allenta la tensione sulla gefahrengebiet

Resta caldo il clima di piazza nella città di Amburgo, nonostante la decisione della Polizei di scorporare in tre la macro-area della gefahrengebiet, la zona rossa in cui è proibito fumare, parlare e radunarsi nella pubblica via: una decisione presa sopratutto per dare respiro agli agenti che, tra orari straordinari e tensione costante, sono praticamente allo stremo.

Di seguito le tre zone rosse in vigore, da ieri, nella città di Amburgo:

La decisione ha permesso alle autorità di concedere agli agenti qualche ora di meritato riposo (funzionari di Polizia lamentavano anche un accumulo eccessivo ed antisindacale di straordinari, anche 32 ore di fila per alcuni agenti), utile anche per riorganizzare quella che fino alla mattina del 9 gennaio è stata la zona rossa più grande che si sia mai vista in Europa.

L’importanza dei fatti di Amburgo però non è solo legata alla vastità della gefahrengebiet, ma anche alle modalità con le quali questa si è venuta a creare: la Polizei accusa alcuni manifestanti/attivisti/residenti di aver ordito e eseguito un attacco alla caserma Davidwache di St.Pauli, nel cuore della zona rossa, ferendo numerosi agenti e scatenando la repressione da stato di polizia.

Gli sviluppi delle indagini su questo attacco però non avrebbero dimostrato nulla, anzi: sembrerebbe sempre più prendere corpo la teoria di una vera e propria invenzione dei fatti di Davidwache, che non sarebbero mai avvenuti. I comunicati della Polizei e del Ministero dell’Interno differiscono su alcuni aspetti fondamentali nella ricostruzione del fantomatico “attacco”; la polizia ha dovuto rivedere alcuni dettagli e calibrare diversamente alcuni giudizi espressi su quei “fatti”, facendo montare il dubbio che la realtà sia stata deliberatamente falsificata a piacimento dalle autorità. Ciò che è certo è che nessuno ha ancora portato una singola prova di quell’attacco, cosa che sta facendo storcere il naso anche ai giornali tedeschi più conservatori.

La Polizia parla di “successo” dell’operazione, accusata da molti di fare propaganda tra i reparti: la popolazione ha risposto con questa la bandiera, un modo come un altro di giudicare l’operato delle forze di sicurezza: a fare affidamento alle versioni visionarie dei funzionari di polizia c’è da credere nella pericolosità persino degli scopini per il water.

E’ proprio la stampa conservatrice a sollevare dubbi sulla necessità e la legittimità dell’estensione illimitata dei poteri della Polizia, sia in virtù dell’assenza totale di prove dell’attacco alla caserma a St.Pauli, sia in virtù della pericolosità sociale che l’autodeterminazione dei poteri di polizia può nascondere: la più grande zona rossa di tutti i tempi verrà ricordata come un incidente o come una sconfitta dello stato di diritto?

Difficile dirlo oggi. Quello che è certo è che gli unici a sollevare dubbi sulla legittimità di quanto successo sono stati i Verdi, l’FDP e la Sinistra, usciti sconfitti (anzi, schiacciati) dalle recenti elezioni in Germania: il Bundestag, il 22 e 23 gennaio prossimi, discuterà proprio di quanto avvenuto ad Amburgo nei giorni scorsi (e di quanto avviene in queste ore di non normalità): l’unico successo ottenuto dalla repressione poliziesca di questi giorni è di aver tenuto a bada una violenza che, senza la gefahrengebiet, probabilmente non sarebbe nemmeno esistita.