Portogallo: ok del Governo al prelievo forzoso dalle pensioni

Il governo portoghese annuncia il prelievo forzoso dalle pensioni. La misura sarebbe necessaria per accedere alla tranche da 2,7 miliardi di aiuti della Troika

Il governo portoghese, presieduto da Passos Coelho (nella foto), ha approvato una nuova norma da inserire nella legge di bilancio: l’imposizione del Ces (“contributo straordinario di solidarietà”) a tutti i pensionati e nuovi tagli a tutti quei settori già duramente colpiti nel 2013.
In un primo momento, il Ces sembrava riguardare solo le pensioni al di sopra del 1350 euro mensili, ma ora l’esecutivo portoghese ha stabilito di estendere il contributo. I tagli, che varieranno dal 3,5% al 10%, riguarderanno tutti i pensionati pubblici e privati.

Il provvedimento è stato elaborato dopo la bocciatura della Corte costituzionale di un’altra misura affine, il taglio del 10% sulle pensioni dei funzionari statali. Il governo, dopo la bocciatura, è dovuto correre ai ripari, allo scopo di perseguire l’obbiettivo di riduzione del deficit al 4% del Pil.

La Troika (Ue-Fmi-Bce), dopo la sua decima verifica a Lisbona, aveva già messo le mani avanti, mostrando preoccupazione rispetto all’eventuale incostituzionalità della prima proposta del governo Passos Coelho. Così l’esecutivo non ha perso tempo e ha deciso di aprire il nuovo anno mettendo le mani in tasca a tutti i pensionati.

Il governo ha giustificato la sua proposta evidenziando che è necessaria a tappare un buco di bilancio da 390 milioni. Se tale obiettivo non fosse centrato, la Troika potrebbe rifiutarsi di versare la tranche da 2,7 miliardi di euro, prevista dal piano di aiuti. Inoltre sarebbe anche a rischio l’uscita del Portogallo, nel giugno prossimo, dal piano di salvataggio

Con ogni probabilità, dunque, il prossimo 22 gennaio, il prelievo forzoso sarà approvato dal Parlamento, ancora una volta in nome della salvezza nazionale. Sindacati e opposizione, intanto, promettono battaglia e definiscono la misura lesiva dei diritti dei pensionati e perniciosa per l’economia (diminuirà maggiormente il potere d’acquisto delle famiglie).

La misura sulle pensioni si inserisce in maniera organica nella ricette di austerity, messe in atto dal governo negli ultimi anni. Aumento della pressione fiscale, innalzamento dell’iva al 23%,, decurtazione degli stipendi hanno colpito inesorabilmente i ceti medi e bassi. Inoltre, ricordiamo che il Portogallo è soggetto ad un vero proprio fenomeno emigratorio. Oltre 120 mila portoghesi hanno lasciato il paese nel 2012, e le stime del 2013 potrebbero essere addirittura superiori. Tale fenomeno trova le sue ragioni nella forte crisi occupazionale: gli ultimi dati certificano che la disoccupazione si attesta al 17%.