Le pagelle del martedì

Marco Travaglio: no tu no. Voto + 8. Il cambio all’Unità con Concita De Gregorio al posto del defenestrato Antonio Padellaro ha provocato polemiche e contestazioni nella redazione del giornale fondato da Antonio Gramsci e fra i lettori. Sintomatico l’editoriale di Marco Travaglio: “Scusate, ma non ho capito”. E’ una chiara denuncia contro Walter Veltroni,

Marco Travaglio: no tu no. Voto + 8. Il cambio all’Unità con Concita De Gregorio al posto del defenestrato Antonio Padellaro ha provocato polemiche e contestazioni nella redazione del giornale fondato da Antonio Gramsci e fra i lettori. Sintomatico l’editoriale di Marco Travaglio: “Scusate, ma non ho capito”. E’ una chiara denuncia contro Walter Veltroni, accusato di interferenza e di avere di fatto chiesto e ottenuto la svolta. Scrive Travaglio: “Non è usuale che un segretario di partito licenzi un direttore di giornale e indichi le caratteristiche del suo successore”. Scusate, a noi pare di avere capito. L’Unità resta un giornale di “partito”: il partito di chi comanda nel Pd.

Raffaele Bonanni: triplice addio. Voto – 6. Sulla riforma dei contratti il leader della Cisl Bonanni vuole firmare anche “da solo”. La Cisl è determinata a raggiungere un accordo con la Confindustria entro settembre, “ad ogni costo” , per portare a casa entro l’anno “un accordo con il governo – dichiara Bonanni dal meeting di CL a Rimini – per godere di detassazioni forti e strutturali sul salario di produttività” . Tradotto, vuol dire strizzare l’occhietto al governo e minacciare la Cgil, che non ci sta e reagisce rimarcando il “valore irrinunciabile” dell’unità sindacale. La Cisl tira troppo la corda, ma la Cgil latita e difende solo, ad armi scariche, un guscio vuoto. La Uil tace. I lavoratori pagano.