Elezioni Comunali Firenze 2014: Matteo Renzi si ricandida a sindaco

Il leader del Pd ufficializza la decisione. Ma quali sono le ragioni dietro questa scelta?

di andreas

Matteo Renzi l’aveva detto più volte, eppure chissà in quanti ci avevano creduto: il segretario del Partito Democratico si ricandida alle elezioni comunali del 2014 per rivestire ancora una volta la carica di sindaco di Firenze. La ricandidatura è stata ufficializzata inviando una lettera al segretario cittadino del Pd, Federico Gianassi. Per regolamento Renzi aveva tempo fino a domani. Adesso Gianassi dovrà riunire l’assemblea cittadina per la proclamazione della candidatura. Se avverrà con almeno il 60% dei voti, non ci sarà bisogno di ricorrere alle primarie.

Proprio sulla questione primarie c’è un primo sfidante, l’ex assessore al Bilancio Claudio Fantoni, sempre del Pd, che spiega: “Ciò avviene in piena aderenza con quello che è lo spirito e la norma del Partito democratico, di cui sono fondatore, che sin dalla sua costituzione ha individuato nello strumento delle primarie il principale elemento di caratterizzazione identitaria. A Firenze, le primarie sono più che mai necessarie. Lo sono certamente proprio perché coinvolgono l’interesse e il ruolo dell’attuale segretario nazionale che, impedendole, finirebbe per contraddire la natura stessa del partito che governa e lo strumento che lo ha portato, ieri, ad essere sindaco della nostra città e oggi segretario del Pd”.

Ma per quale ragione Renzi ha deciso di ricandidarsi, dal momento che con tutta probabilità le prossime elezioni politiche si terranno o nel 2014 o nel 2015, non consentendogli quindi di portare a termine il secondo mandato? Lasciamo perdere per un secondo il fatto che per il leader del Pd fare il sindaco di Firenze sia il “mestiere più bello del mondo” e che la scelta potrebbe essere disinteressata; la scelta di continuare a rivestire un ruolo che è espressione del territorio può essere utile anche per mantenere una certa alterità dalla politica comune, continuando a rivestire un ruolo di politico vicino ai problemi concreti, immagine che essere segretario del Pd non aiuta a conferire.

Inoltre, un secondo trionfo (sempre che la tornata non nasconda brutte sorprese) non può che fare bene a un politico che punta a massimizzare il suo consenso elettorale.