Giovanni Toti: chi è il (probabile) nuovo delfino di Berlusconi

La nomina potrebbe arrivare tra oggi e domani. Il possibile riavvicinamento con Alfano e i malumori della vecchia guardia.

di andreas

Giovanni Toti sarà il nuovo numero 2 di Forza Italia. La voce circola ormai da parecchio tempo e a quanto pare è davvero questione di poco prima che il tutto diventi ufficiale, con buona pace della vecchia guardia del partito che non vede affatto di buon occhio quello che potrebbe essere il primo passo verso il totale rinnovamento di Forza Italia che Silvio Berlusconi va immaginando da un bel po’.

Ma chi è Giovanni Toti? Classe 1968, una carriera interamente trascorsa tra le mura di Mediaset, dove è entrato a 28 anni grazie a uno stage in Studio Aperto. Da lì ha percorso tutti gli step: redattore di cronaca, caposervizio, caporedattore di politica, vicedirettore e poi, nel 2010, direttore. Nel 2012 gli è stato anche affiancato il ruolo di direttore del Tg4 dopo il clamoroso licenziamento di Emilio Fede.

Un lungo tempo trascorso in televisione che, secondo il Cavaliere, gli ha fatto conquistare quelle doti indispensabili per il suo nuovo ruolo che (forse) sarà in Forza Italia: conoscenza dei meccanismi della comunicazione e un volto noto e rassicurante per gli elettori. Rassicurante anche perché Toti è noto per essere una colomba e dovrebbe quindi marcare nettamente la distanza rispetto ai vari Santanchè, Mussolini, Verdini e Gasparri che il Cavaliere non vede più di buon occhio (anche se su questo punto, va detto, il Cavaliere cambia idea in continuazione).

Più giovane, una maggiore conoscenza dei meccanismi della comunicazione, più moderato. Ecco le doti che dovrebbero fare di Giovanni Toti l’anti-Renzi, il nuovo delfino in grado di fermare l’inarrestabile marcia del nuovo segretario del Partito Democratico. Il tutto non viene affatto visto di buon occhio dalla vecchia guardia berlusconiana, minacciata da tempo dal ventilato rinnovamento integrale del partito che potrebbe avere nella nomina di Giovanni Toti il primo fondamentale passo.

Non solo: la nomina di Toti (a coordinatore organizzativo, visto che “segretario” fa troppo vecchia politica) non va giù ai falchi di Forza Italia anche perché pare essere funzionale a un riavvicinamento con Angelino Alfano. L’obiettivo di Berlusconi è infatti quello di tenere uniti i due partiti nella stessa coalizione, dando così maggiore forza numerica al centrodestra italiano. Le ultime voci parlano di uno o al massimo due giorni prima dell’annuncio di Silvio Berlusconi. Sempre che nel frattempo non cambi idea.

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