Running – Respirazione e resistenza

Dopo una corsa molto lunga, a differenza di quello che si pensava fino a pochi anni fa, anche la muscolatura respiratoria rimane affaticata per alcuni giorni.Come si sa il processo di respirazione si svolge in due fasi: l’inspirazione e l’espirazione. Ebbene uno studio dell’Università di Pretoria, facendo uso di speciali apparecchiature, ha misurato sia la

Dopo una corsa molto lunga, a differenza di quello che si pensava fino a pochi anni fa, anche la muscolatura respiratoria rimane affaticata per alcuni giorni.

Come si sa il processo di respirazione si svolge in due fasi: l’inspirazione e l’espirazione. Ebbene uno studio dell’Università di Pretoria, facendo uso di speciali apparecchiature, ha misurato sia la forza che la resistenza della muscolatura inspiratoria a 10 atleti che avevano corso una prova di 87 chilometri.

Già altri avevano constatato che il ritorno alla norma avveniva già dopo alcune ore; gli studiosi di Pretoria però hanno notato che questo vale solo per la forza della muscolatura inspiratoria, mentre la resistenza si riduce significativamente dopo la prestazione e ancora dopo tre giorni è del 26% più bassa.

Ciò che ne consegue è che un allenamento respiratorio specifico può migliorare le prestazioni sulla lunga e lunghissima distanza, per intenderci nelle maratone e nelle ultramaratone. Un allenamento specifico dei muscoli respiratori infatti permetterebbe di ritardarne l’affaticamento e aumentare di conseguenza il tempo di esaurimento in esercizi di resistenza di natura sia aerobica che anaerobica. Una volta che la capacità di respirazione è portata al suo punto ottimale, l’atleta è libero di raggiungere il vero limite, ossia quello dei muscoli specifici del gesto sportivo, che sia della corsa o del ciclismo o del nuoto.