Rifiuti nel Lazio: arrestati Cerroni, patron di Malagrotta, e l’ex presidente Landi. Indagato Marrazzo

Sette persone arrestate dai Carabinieri per l’inchiesta sulla gestione dei rifiuti.

di andreas

Associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti: sono queste le accuse che hanno portato all’arresto 7 persone nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti del Lazio. E tra loro, spuntano due nomi eccellenti: il proprietario dell’area della discarica di Malagrotta, Manlio Cerroni, e l’ex presidente della regione Bruno Landi. Indagato anche l’ex presidente della Regione Piero Marrazzo che, all’epoca dei fatti, aveva firmato le ordinanze che consentivano lo sversamento.

Manlio Cerroni ha ormai 87 anni, originario di Pisoniano (paesino sui Monti Prenestini di cui è stato anche sindaco democristiano). È il patron del Co.La.Ri, il Consorzio Laziale Rifiuti che gestiva da oltre trent’anni la discarica più grande d’Europa: quella di Malagrotta. Lo chiamano tutti il “re dei rifiuti” perché con le discariche ci è diventato ricco. Anche grazie al benestare di quasi tutti i politici che si sono alternati in Campidoglio e Regione in questi decenni.

Gli altri cinque nomi sono quelli di Luca Fegatelli, che fino al 2010 era a capo della direzione regionale Energia, Francesco Rando (manager), Piero Giovi (imprenditore), Raniero de Filippis e Pino Sicignano. A condurre le indagini i militari del Nucleo Operativo Ecologico diretti da Sergio De Caprio, il colonnello Ultimo, celebre per l’arresto di Toto Riina nel 1093.