Renzi a tutto tondo: dalla legge elettorale al Job Act, ecco come sarà

Il segretario del Pd ha pubblicato sul suo sito una enews con le sue considerazioni sui temi caldi di questo periodo e il sommario del Jobs Act.

Con un lungo post sul suo sito, o meglio una “enews” come lui stesso la definisce, Matteo Renzi ha espresso le sue considerazioni sui temi più dibattuti delle ultime settimane, ossia la legge elettorale, la riforma del Senato, l’eliminazione dei politici delle Province, la scuola e poi il già famoso ma ancora inesistente Job Act, di cui il segretario del Pd ha fornito una sorta di sommario invitando però tutti i cittadini a proporre i propri suggerimenti.

Per quanto riguarda la legge elettorale Renzi è tornato sulle tre ipotesi lanciate nei giorni scorsi, ossia la rivisitazione del sistema spagnolo, del Matterellum e del doppio turno, poi ha scritto:

“Mi dicono: ma vedrai Berlusconi? E Grillo? E Alfano? Sono pronto a incontrare tutti, purché si chiuda su una cosa che serva agli italiani. Se deve essere il modo di perdere tempo e prendere un caffè, lo prendo con i miei amici che mi diverto di più. Se serve a chiudere sulla legge elettorale, ci siamo”

Il 16 gennaio è prevista la riunione della direzione del Pd per chiudere con la loro proposta, intanto, due giorni prima, la segreteria del partito incontrerà i senatori democratici per parlare della riforma del Senato e da loro si aspettano che presentino il loro disegno di legge costituzionale per trasformare il Senato nella Camera delle Autonomie, magari coinvolgendo anche il mondo della cultura come proposto dal supplemento domenicale del Sole 24 Ore.

Sull’eliminazione dei politici dalle Province, Renzi ricorda che il disegno di legge Delroo è passato alla Camera e ora si aspetta il via libera del Senato a gennaio. A questo punto l segretario fa una digressione sul Movimento 5 Stelle e scrive:

“Rinnovo l’appello ai deputati 5 stelle: se davvero pensate che sia un bluff, perché non venite a vedere le carte? Vediamo chi è che sta facendo il furbetto: io credo che gli elettori 5 stelle si stiano rendendo conto che protestare e basta non è sufficiente. Ecco perché continuo a sfidare i rappresentanti di quel movimento lì: perché la base, la loro base, quelli che li hanno votati, che stanno chiedendo di fare gli accordi”

Poi prima lancia una frecciatina a Grillo, dicendo che sta perdendo consenso, poi usa la carota con alcuni dei deputati 5 stelle dicendo che “sono veramente bravi, studiano i dossier, sono preparati, sono animati dal desiderio di fare il bene dell’Italia”

Infine, il tema che oggi è ha tenuto banco più di tutti, quello della scuola, sul quale Renzi ha scritto che secondo lui il problema degli insegnanti, prima di essere economico è di dignità e vanno coinvolti in una grande campagna di riforma scolastica. Nonostante i suoi discorsi, però, dice Renzi, ecco

“una di quelle decisioni ragionieristiche allucinanti del Governo ha tagliato agli insegnanti 150 euro al mese. Ora, a me va bene tutto. Ma le figuracce gratis anche no. Stamattina il Governo ci ha messo una pezza. Era già accaduto con le slot machine, con gli affitti d’oro, con le polemiche dell’ANCI: dobbiamo trovare un modo diverso di lavorare insieme”

Il Job Act di Matteo Renzi

Il segretario del Pd è poi passato a parlare di quello che lui definisce Jobs Act, dà un indirizzo affinché tutti possano dire che cosa ne pensano e che cosa vorrebbero ([email protected]) e spiega che per ora c’è solo una sorta di sommario articolato in tre parti:

Parte A – Sistema, riguarda i temi dell’energia, le tasse, la revisione della spesa, le azioni dell’agenda digitale, l’eliminazione della figura del dirigente a tempo indeterminato nel settore pubblico, la burocrazia e l’adozione dell’obbligo di trasparenza.

Parte B – I nuovi posti di lavoro in settore come: cultura, turismo, agricoltura e cibo; made in Italy (moda, design, artigianato e così via); ICT; green economy; nuovo welfare, edilizia e manifattura.

Parte C – Le regole, campo in cui bisogna operare prima di tutto attraverso una semplificazione delle norme e una riduzione delle varie forme contrattuali, che ora sono oltre 40, per poi procedere con l’introduzione dell’assegno universale per chi perde il lavoro che dovrebbe poi seguire un corso di formazione professionale e non potrebbe rifiutare più di una nuova offerta; poi l’obbligo di rendicontazione online ex post per ogni voce dei soldi usati per la formazione professionale finanziata da denaro pubblico; l’istituzione dell’Agenzia Unica Federale incaricata di coordinare i centri per l’impiego, la formazione e l’erogazione di ammortizzatori sociali; infine serve una legge sulla rappresentatività sindacale e la presenza dei rappresentanti eletti dai lavoratori nei consigli di amministrazione delle grandi aziende.

Renzi ha chiuso la sua enews con un pensierino della sera dedicato a Pierluigi Bersani cui è andato a fare visita.

I Video di Blogo.it