Senato Usa: Riaperto il dibattito sui sussidi di disoccupazione

Obama vorrebbe una legge che estenda gli aiuti ai disoccupati per altri tre mesi, ma la strada è tutta in salita

I Repubblicani sono pronti a dare nuovamente filo da torcere a Barack Obama. Motivo del contendere è la reintroduzione dei sussidi di disoccupazione, che un milione e trecentomila disoccupati statunitensi hanno perso alla fine di dicembre.

Ieri, il Senato, con 60 voti favorevoli e 37 contrari, ha rimosso l’ostruzionismo repubblicano. In questo modo, è possibile riaprire il dibattito per l’approvazione di una legge che estenda gli aiuti per i prossimi tre mesi. Obama si sta spendendo molto per promuovere la norma, ma la battaglia non sarà semplice.

Il Presidente ha sottolineato come i sussidi non siano solo una forma di sostegno umanitario, ma anche uno strumento per ottenere effetti positivi sull’economia: “come dimostrano molti studi indipendenti aiutano a creare nuovi posti di lavoro“. Inoltre, Obama ha evidenziato, in risposta alla propaganda repubblicana, che: “i disoccupati di lungo periodo non sono pigri ma sono alle prese con i postumi di una crisi. Può capitare a ciascuno di noi di trovarsi nella stessa situazione“. (Via Agi)

I Repubblicani sono di tutt’altro avviso e poco importa se quattordici milioni di disoccupati rischiano di sprofondare nell’indigenza. Per i membri del partito dell’elefantino i sussidi sono il frutto di una mentalità assistenzialistica, e spingono i disoccupati a non cercare lavoro.

Che la legge arrivi ad una facile approvazione, dunque, rimane molto difficile. Al Senato potrebbe anche essere approvata, ma alla Camera la maggioranza è appannaggio dei Repubblicani. John Boehner, leader conservatore alla Camera, si è già espresso sulla questione senza fare troppi giri di parole: “Non voteremo, se la legge non contiene elementi chiari per riportare la gente al lavoro“.

Le aspettative dei disoccupati, dunque, rischiano di rimanere deluse. Inoltre, il 15 gennaio arriva lo spending bill (da 1000 miliardi di dollari) alla Camera e deputati e senatori non avranno molto tempo per provare ad accordarsi sui sussidi. La questione, probabilmente, finirà per diventare oggetto di scontro nelle elezioni di medio termine del prossimo novembre. Dunque, per un anno potrebbe rimanere tutto fermo, e ciò alimenterà inevitabilmente una incredibile emergenza sociale.

Ricordiamo, a tale proposito, che non ci sono solo gli statunitensi che hanno perso i sussidi a dicembre. Altri milioni di senza lavoro, quelli che ricevono aiuti dagli Stati, si vedranno decurtare gli assegni nei prossimi sei mesi. Dunque, nonostante una tenue ripresa dell’economia americana, il tasso di povertà potrebbe aumentare notevolmente nel corso del 2014.