Lecce: catturato Fabio Perrone, ergastolano in fuga da due mesi

Lo scorso 6 novembre 2015 era evaso dall’ospedale Vito Fazzi di Lecce

Fabio Perrone, ergastolano 42enne evaso dall’ospedale Vito Fazzi di Lecce lo scorso 6 novembre 2015, è stato catturato a Trepuzzi, dove si nascondeva a casa di alcuni conoscenti in via Due Giugno, assistito da un incensurato.

In novembre Perrone era stato condotto in ospedale per un accertamento clinico ed era riuscito a sfuggire sparando tre colpi di pistola, ferendo tre persone e impossessandosi dell’auto di una donna che si trovava nel parcheggio. Una fuga degna di un action movie alla quale è seguita una latitanza di poco più di due mesi.

Stefano Renna, il 32enne incensurato che ospitava Perrone, è finito ugualmente in manette.

L’uomo è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Fatmir Makovic, un 45enne montenegrino, e per il ferimento del figlio sedicenne dell’uomo, avvenuti in un bar di Trepuzzi nel marzo 2014.

Prima dell’ergastolo Perrone era già stato condannato a 18 anni per associazione mafiosa, visti i suoi legami con la Sacra Corona Unita.

Nell’ospedale leccese l’uomo era riuscito a liberarsi dalla sorveglianza mentre era in attesa di un esame endoscopico: dopo avere disarmato uno dei due agenti della scorta, l’uomo ne aveva ferito un altro a una gamba con un colpo di pistola. Dopo la fuga con una Toyota Yaris ritrovata quattro giorni dopo a Trepuzzi.

Dopo 63 giorni di indagini, gli agenti della polizia penitenziaria hanno fatto irruzione nel rifugio del latitante che ha provato il tutto per tutto fuggendo sul tetto: lì è stato bloccato e ammanettato. Nella sua fuga “Triglietta” (questo il suo nickname) è stato aiutato da insospettabili fiancheggiatori che hanno depistato le indagini suggerendo agli inquirenti una fuga dall’altra parte dell’Adriatico, in Albania o in Montenegro. Perrone, invece, si trovava nel suo paese ed è lì che la polizia è riuscita a catturarlo.

Via | Repubblica