Spagna: l’infanta Cristina accusata di frode e riciclaggio

Nell’inchiesta sulla Fondazione Noos, il principale indagato è il marito di Cristina, l’ex campione di pallamano Inaki Urdangarin.

La primogenita del Re di Spagna Juan Carlos, l’infanta Cristina di Borbone, è stata citata in giudizio dal giudice istruttore del caso Noos del Tribunale di Palma di Maiorca, per i reati di frode fiscale e di riciclaggio. Cristina è la moglie di Inaki Urdangarin, principale imputato nella stessa inchiesta. Dovrà presentarsi in tribunale il prossimo 8 marzo alle 10 di mattina.

Già nell’aprile scorso, il giudice Jose Castro aveva indagato Cristina di Borbone per concorso in corruzione nell’indagine che vede coinvolto il marito, ma il tribunale superiore di Maiorca, l’Audiencia Nacional, aveva sospeso l’accusa per insufficienza di prove. Ora la nuova accusa, contenuta in un provvedimento di 227 pagine, citato dai media iberici.

Si ipotizzano malversazione e appropriazione indebita di circa 5,8 milioni di fondi pubblici concessi alla Fondazione Noos, per la promozione dello sport e di eventi sportivi, presieduta da Inaki Urdangarin, che è anche ex campione olimpico di pallamano e dunque un personaggio particolarmente stimato in Spagna, e dal socio Diego Torres. L’infanta di Spagna, dovesse venire riconosciuta colpevole dei due reati, rischierebbe fino a sei anni di prigione.

Cristina, 48 anni, è il primo parente diretto del re a essere accusato formalmente di corruzione nella storia moderna della Spagna. Tra gli indagati per consulenze false c’è anche la moglie di Diego Torres. Questa volta, difficilmente, l’inchiesta verrà sospesa e dunque per Re Juan Carlos e per la sua famiglia si prospettano mesi difficili.