Affaire Dieudonné: il comico che imbarazza i politici francesi con la quenelle

Un’affaire che mette in discussione la libertà d’espressione.

di sara

C’è una storia di razzismo antisemita alla base della polemica che sta infiammando i media e le arene politiche d’oltralpe. Si tratta dell’Affaire Dieudonné, dal nome di Dieudonné M’bala M’bala, controverso comico, attore e militante politico francese, saltato di recente all’onore delle cronache per la Quenelle un saluto antisemita (riproposto anche dal calciatore Nicholas Anelka dopo una marcatura) che ha provocato una serie di prevedibili reazioni a catena e l’intervento del ministro dell’interno d’oltralpe Manuel Valls. E’ stato proprio il titolare di tale dicastero, che aveva dichiarato guerra aperta agli insulti razzisti del comico qualche giorno fa, ad emanare ieri, lunedì 6 gennaio 2014, una circolare diretta ai prefetti con le indicazioni per bloccare la rappresentazione dello spettacolo “Le Mur” nelle diverse città dov’è programmato, per ragioni di rischi di “turbamento” locale. Un documento che “casca a pennello” a soli tre giorni dall’inizio della tourné del comico, previsto a Nantes giovedì 9 gennaio, al quale hanno fatto seguito le dichiarazioni di Alain Juppé, sindaco UMP di Bordeaux, che ha annunciato con l’appoggio del prefetto della Gironde, il divieto dello spettacolo previsto il 26 nella sua città.
Censura poco velata che raccomanda ai sindaci e ai prefetti francesi di valutare se, “tenuto conto delle esigenze di ordine pubblico”, non sia opportuno vietare tali rappresentazioni come riportato anche dal portale dell’ebraismo italiano moked.it, il cui messaggio sarebbe profondamente scorretto nel suo fondamento razzista.

Rischi di strumentalizzazione e libertà d’espressione


Nonostante l’evidente volontà provocatoria e il portato irrispettoso che contengono tali esibizioni, sottolineata dal tweet di auguri apparso qualche giorno fa sul profilo di Dieudonné, la questione si pone in maniera ancora più pressante nel momento in cui si paventa anche la chiusura della sala parigina nella quel è solito esibirsi, il Théâtre de la Main D’Or, eh si sa che quando si chiudono i luoghi preposti alla cultura i segni non sono mai buoni, eppure l’eccezione potrebbe essere ampiamente giustificata, vista anche la recente condanna per diffamazione, insulti ed incitazione all’odio e alla discriminazione razziale.

Affaire Dieudonné | Photo by Francois Durand/Getty Images

Di sicuro l’argomento sta facendo discutere, con relative prese di posizioni istituzionali, sfruttamenti illeciti e accostamenti semplicisti di carattere estremo ai quali non hanno giovato alcune immagini pubbliche di Dieudonné, come quella che lo ritrae nel 2007 in compagnia di Jean-Marie Le Pen, allora leader del Front National e candidato alle elezioni presidenziali, che videro la vittoria di Nicolas Sarkozy contro Ségolène Royal, tradendo certe parole che presentano lo spirito del suo tour:

Tiriamoci fuori da questo mondo menzognero il tempo di uno spettacolo. Ridiamo insieme, amici pecoroni, della nostra miserabile condizione di schiavitù…

Via | leparisien.fr/politique