Repubblica Centrafricana: un paese senza presidente né primo ministro

Tensione e cambiamenti nello stato africano.

di sara

Il 2014 della Repubblica Centrafricana era cominciato con fiumane di cittadini in un movimento organizzato dalle ambasciate di Bangui, nonostante l’operazione francese, che avrebbe dovuto rassicurare gli animi con scarso successo. E le ultime evoluzioni della situazione politica locale non lasciano sperare in meglio in seguito alle dimissioni annunciate via comunicato stampa ieri, venerdì 10 gennaio 2014, dal presidente ad interim Michel Djotodia e dal primo ministro Nicolas Tiengayeont, in seguito ad una riunione straordinaria tenutasi ad Ndjamena in Chad alla presenza dei membri del CNT – Consiglio Nazionale di transizione (che sostituisce momentaneamente il Parlamento) di alcuni fedelissimi del capo di stato proveniente dai dissidenti Séléka che hanno preso il potere a Bangui in marzo e dai rappresentanti delle milizie antibalaka. La notizia ha infatti portato migliaia di persone a riunirsi nelle strade della capitale di un paese allo sbando, senza presidente né primo ministro, esprimendosi in scene di giubilo dal carattere effimero. La Repubblica Centroafricana versa in condizioni difficili e sulla rete non mancano le voci di corridoio che non esiterebbero addirittura a sollevare l’esistenza di atti di cannibalismo, mentre si rincorrono i venti di crisi.
La Francia, impegnata sul terreno dall’inizio dicembre nell’operazione Sangaris, ha espresso la sua vicinanza alle sorti del paese attraverso le parole del Ministro degli Affari Esteri Laurent Fabius, pur affermando la priorità del CNT nella formazione del nuovo governo:

Repubblica Centrafricana | un paese senza presidente né primo ministro, Photo by ERIC FEFERBERG/AFP/Getty Images

Dimissioni attese delle quali si sono felicitati anche i dirigenti della CEEAC – Comunità Economica degli stati dell’Africa Centrale, riuniti in un summit da giovedì su iniziativa del capo di stato chadiano Idriss Déby Itno. Una decisione definita nel testo comune elaborato durante l’incontro come “altamente patriottica per far uscire il paese dalla paralisi”, da coloro che avevano cominciato a spazientirsi dinanzi alle reticenze di Djotodia a lasciare il potere. Si attende l’intervento dell’Unione Europea…forse.

Via | lesechos.fr/economie-politique