Sochi 2014: Putin autorizza le manifestazioni nella “zona speciale”

Putin fa una parziale marcia indietro sul diritto a manifestare durante i Giochi olimpici. Il Cio è soddisfatto

Il governo russo ha fatto una parziale marcia indietro. Ieri, sul sito del Cremlino, è stato reso noto che, in occasione delle prossime Olimpiadi di Sochi, sarà possibile organizzare cortei, picchetti e raduni non collegati ad eventi sportivi. Attenzione, però, per manifestare sarà necessario avere l’ok del ministero degli interni.
Tale disposizione cancella il divieto assoluto di contestazione, stabilito dal governo di Mosca lo scorso anno. Ricordiamo che il niet, a qualsiasi forma di protesta, aveva scatenato durissime polemiche da parte di organizzazioni per i diritti umani russe e internazionali.

Le olimpiadi invernali avranno inizio il prossimo 7 febbraio. In base alle nuove disposizioni, sarà possibile manifestare dal 7 gennaio al 21 marzo, abbracciando così anche il periodo dei Giochi paraolimpici, in programma da 7 al 16 marzo.

Vladimir Putin, dunque, ha deciso di firmare un decreto che dà il via libera “al dissenso”. Le manifestazioni dovranno essere fissate, con il dovuto anticipo, in accordo con le autorità cittadine e le forze dell’ordine. Queste, se lo riterranno opportuno, avranno il diritto di limitare il numero dei partecipanti alle proteste. Inoltre, Dmitri Peskov, portavoce del Presidente Russo, ha specificato che sarà individuata una zona speciale, lontana dal centro, dove attivisti e cittadini potranno riunirsi e dare vita alle dimostrazioni. In sostanza non ci saranno divieti ad hoc per i Giochi olimpici, ma le “normali” limitazioni sul diritto a manifestare che vigono in Russia.

Thomas Bach, presidente del Cio, ha accolto favorevolmente la decisione di Putin. Il Comitato Olimpico Internazionale, in un comunicato, ha dichiarato che il decreto del Cremlino: “è conforme con le assicurazioni che il presidente Putin ci aveva dato l’anno scorso e con i progetti delle autorità russe per assicurare la libertà di espressione insieme alla sicurezza dei giochi“. (Via Ansa).

Dopo l’amnistia concessa alle Pussy Riot e agli attivisti di Green Peace, Putin continua a mettere in campo misure che vanno nella direzione di rassicurare la comunità internazionale. L’intento del Presidente russo è quello di ridurre il più possibile le polemiche intorno al suo governo per non offuscare l’importante vetrina dei giochi. Da parte nostra non possiamo non rimarcare come la comunità internazionale si accontenti veramente di poco. Qualche provvedimento di facciata non può di certo coprire la sistematica violazione dei diritti umani e dalla libertà di espressione in un paese che, tra l’altro, non fa mistero delle sue mire espansionistiche ad est come ad ovest.

La sfida più grande per il governo russo sarà quella della gestione dell’ordine pubblico durante i giochi. Le zone rosse e le limitazioni potrebbero essere violate, in tal caso le autorità russe dovranno guardarsi bene dal mettere in campo metodi poco ortodossi. Gli occhi del mondo saranno puntati su Sochi e possibili violazioni dei diritti fondamentali rovinerebbero irrimediabilmente l’immagine della Russia e del suo piccolo Zar.