Papa Francesco e Giorgio Napolitano: la politica deve fare di più, ma anche i singoli hanno il loro ruolo

Nei discorsi di fine anno del presidente Giorgio Napolitano e di papa Francesco ci sono diversi elementi in comune.

di robo

Nel suo messaggio di fine anno 2013, il presidente Giorgio Napolitano ha citato, com’è consuetudine, papa Francesco. Non gli ha mandato i saluti, come è accaduto in altri momenti, ma ha preso in prestito alcuni suoi pensieri per parlare della necessaria collaborazione tra i popoli. Ha detto Giorgio Napolitano:

A una comune responsabilità per le sorti del mondo ci ha richiamato, nei suoi messaggi natalizi e per la giornata mondiale della pace, Papa Francesco con la forza della sua ispirazione che fa leva sul principio di fraternità e che sollecita anche scelte coerenti di accoglienza e solidarietà verso quanti fuggono da guerre, oppressioni e carestie cercando asilo in Italia e in Europa.

Poche ore prima lo stesso papa Francesco, nel presiedere nella basilica di San Pietro i primi vespri per la solennità di Maria Santissima Madre di Dio e per il Te Deum di fine anno, aveva notato:

Che cosa è successo quest’anno? Che cosa sta succedendo, e che cosa succederà? Com’è la qualità della vita in questa Città? Dipende da tutti noi! Com’è la qualità della nostra “cittadinanza”? Quest’anno abbiamo contribuito, nel nostro “piccolo”, a renderla vivibile, ordinata, accogliente? In effetti, il volto di una città è come un mosaico le cui tessere sono tutti coloro che vi abitano. Certo, chi è investito di autorità ha maggiore responsabilità, ma ciascuno di noi è corresponsabile, nel bene e nel male.

Un sottile filo rosso, quindi, ha legato i due discorsi, quello di Napolitano e quello di papa Francesco: la politica può (e deve) fare tanto, ma è pur vero che i singoli, nella loro correttezza e onestà quotidiana, che devono contribuire al bene dell’Italia tutta.

Il presidente Napolitano, poi, ha fatto riferimento anche al messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il 1 gennaio di ogni anno. Il tema per la Giornata del 2014 scelto da papa Francesco è stato proprio Fraternità, fondamento e via per la pace e nel suo messaggio, tra l’altro, ha scritto il pontefice:

Il necessario realismo della politica e dell’economia non può ridursi ad un tecnicismo privo di idealità, che ignora la dimensione trascendente dell’uomo. Quando manca questa apertura a Dio, ogni attività umana diventa più povera e le persone vengono ridotte a oggetti da sfruttare. Solo se accettano di muoversi nell’ampio spazio assicurato da questa apertura a Colui che ama ogni uomo e ogni donna, la politica e l’economia riusciranno a strutturarsi sulla base di un autentico spirito di carità fraterna e potranno essere strumento efficace di sviluppo umano integrale e di pace.

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