Sicilia, il trucchetto dei consiglieri regionali: portaborse assunti con contratti da colf

Un sotterfugio per aggirare la spending review e risparmiare sui contributi.

Con la spending review approvata lo scorso 18 dicembre 2013 sono stati tagliati i fondi utilizzati per i collaboratori amministrativi, meglio noti come portaborse. Si tratta di una somma di 3.180 euro al mese.

I consiglieri della Regione Sicilia, però, fatta la regola hanno trovato subito il modo di aggirarla e così, entro il 31 dicembre, hanno fatto ai loro collaboratori dei contratti da colf, ottenendo in questo modo il contributo per qualche altro anno, visto che la norma permette un regime transitorio fino al 2017 per i contratti che sono stati stipulati entro la fine del 2013.

In questo modo si risparmia sui contributi perché con la formula contrattuale adatta ai portaborse, ossia quella da coadiutore amministrativo, le spese contributive sarebbero più alte, ma i consiglieri ora hanno “solo” 58mila euro lordi da destinare ai loro assistenti e devono escogitare qualcosa per risparmiare.

Nonostante il Parlamento siciliano abbia 85 collaboratori interni fissi che possono essere impiegati come assistenti, entro il 31 dicembre sono stati assunti nuovi dipendenti con questi strani contratti da colf per approfittare di una sorta di sanatoria che consente di mantenere in carica fino alla fine della legislatura tutti i collaboratori che sono stati assunti entro il 2013.

Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, ha detto che questo escamotage, “oltre che eccssivo sarebbe ridicolo”, mentre il governatore della Sicilia Rosario Crocetta ha detto:

“Questa è una trovata di cattivo gusto. Io avevo assunto un collaboratore con un contratto giusto e ci rimettevo almeno 5mila euro: ora sono l’unico che ci ha rinunciato. Sarebbe stato opportuno che fosse l’assemblea a gestire direttamente il pagamento dei collaboratori scelti dal deputato, come avevo suggerito”

A spiegare i motivi per cui molti deputati hanno fatto ricorso a questo trucchetto è stata Alice Anselmo, deputata dell’Udc che è anche avvocato e al Giornale di Sicilia ha detto:

“Io e molti miei colleghi abbiamo scelto questa soluzione perché il contratto delle colf è l’unico che recede la tipologia utilizzabile da una persona fisica qual è un deputato: si tratta genericamente di servizi alla persona e all’interno del contratto da colf è prevista anche una categoria di servizi amministrativi. Nessuno di noi, singoli parlamentari, può procedere ad alcuna assunzione, se non nei termini di legge che sono, appunto, quelli che in queste ore qualcuno si diverte a fare apparire anomali: un contratto di servizi alla persona, che comprende varie categorie e varie mansioni. Si tratta di un contratto che, tra contributi e Tfr, garantisce il lavoratore sotto ogni punto di vista, rispettando i Ccnl”

Questi contratti a tempo indeterminato da 40 ore settimanali non sono ben visti dalla Fisascat-Cisl che li ha definiti illegittimi e ha detto che se uno di quei collaboratori assunti come colf si rivolgesse al sindacato verrebbe immediatamente aperta una pratica presso l’ispettorato del Lavoro.