Corea del Nord: lo zio di Kim Jong-Un sbranato dai cani?

Dubbi sulla ricostruzione data da un quotidiano di Hong Kong

di guido

Trapelano notizie agghiaccianti sulla sorte di Jang Song-Thaek, lo zio del dittatore nordcoreano Kim Jong-Un, repentinamente sparito dalla scena pubblica e uscito dalle grazie del nipote. È certo che l’uomo, 67 anni, sia stato ucciso, ma dei particolari dell’esecuzione non si era saputo molto. Oggi qualche notizia di più arriva dal quotidiano di Hong Kong Wen Wei Po, che non è affatto da considerarsi tra i più attendibili, soprattutto per quanto riguarda la Corea del Nord (era lo stesso che aveva dato la notizia, poi smentita ma ripresa da tutti, della fucilazione della fidanzata del dittatore).

Anche in questo caso la notizia è stata ripresa dai media di tutto il mondo senza ulteriori verifiche, ma restano i dubbi. I particolari riportati sono terribili: Jang Song-Taek, assieme ad altri cinque persone, sarebbe stato dato in pasto a 120 cani selvaggi a digiuno da tre giorni. I sei uomini, riporta sempre il giornale, sarebbero stati sbranati vivi nel giro di un’ora. All’esecuzione avrebbe assistito anche lo stesso Kim assieme a 300 ufficiali.

Il dittatore nordcoreano aveva accusato suo zio di alto tradimento e corruzione, e durante il discorso di Capodanno lo ha descritto “feccia”. Tra le accuse, disdicevoli relazioni con varie donne, cene in ristoranti di lusso, frequentazioni di Casinò, cure mediche all’estero e, peggio di tutto “sognare sogni diversi”.

Che i particolari diffusi siano veri o no, è interessante il fatto, sottolineato da alcuni media stranieri – mentre in Italia la versione del quotidiano di Hong Kong è stata ripresa senza dubbi – che l’articolo di Wen Wei Po possa essere “ispirato” dal governo cinese, il quale comincerebbe a sopportare sempre meno il vicino nordcoreano.