Datagate: Snowden, Nyt e Guardian chiedono clemenza a Obama

“Il suo è stato un atto di coraggio, ha reso un servizio al Paese”. Non può quindi essere giudicato un traditore.

“Tenere una persona nell’ignoranza equivale a tenerla in gabbia”. New York Times e Guardian si appellano al presidente americano Barack Obama per concedere clemenza nei confronti di Edward Snowden, la talpa dell’Nsa che ha dato vita al Datagate con la divulgazione dei documenti segreti in possesso degli 007 americani.

Due gli editoriali dei due giornali: Snowden non può essere considerato un traditore né processato come un nemico dello Stato. Il suo, infatti, è stato “un atto di coraggio” grazie al quale “ha reso un servizio al Paese”, scoperchiando un vero e proprio vaso di pandora che ha portato alla luce gli abusi dell’intelligence americana.

Giornalisti statunitensi e britannici invitando quindi la Casa Bianca a fare la cosa giusta, mettendo da parte l’irritazione per lo scacco subito. Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, parlando oggi a un programma radiofonico della Bbc, ha difeso pure lui le rivelazioni di Snowden. Ha citato Aristotele e la Bibbia, dicendo appunto che l’ignoranza equivale a una gabbia.

Nel novembre scorso, gli Stati Uniti avevano già respinto con fermezza la richiesta di clemenza avanzata dallo stesso Snowden. Anzi, gli venne intimato di tornare negli Usa per farsi processare. Guardian e Nyt ribattono: “E’ tempo che gli Stati Uniti offrano a Snowden un patteggiamento, o qualche forma di clemenza che gli permetta di tornare a casa, certo di una pena sostanzialmente ridotta. E che gli permetta di proseguire la sua battaglia per una maggiore protezione della privacy e per una radicale riforma di un sistema di intelligence fuori controllo”.

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