Crisi di governo: anche Alfano dice no alle unioni civili

Il rappresentante del Ncd dice no alle proposte sui diritti civili

di guido

Dopo Formigoni e Lupi, anche Angelino Alfano a nome di Ncd dice no alla proposta di Renzi sulle unioni civili, “Non si può pensare alle unioni civili senza pensare prima alle famiglie”, ha dichiarato il vicepremier, spiegando che la questione non è prioritaria.

Stoccata a Renzi anche sul tema dell’immigrazione. “Con la sicurezza degli italiani non si scherza”, ha spiegato, dicendosi contrario al superamento della Bossi-Fini, e spiegando che tra gli extracomunitari che si sono cuciti la bocca al Cie di Roma, diversi avevano conti in sospeso con la giustizia.

Formigoni minaccia Renzi su unioni gay e immigrazione

Il “piano Renzi” per le riforme del 2014 può avere un doppio sbocco: un nuovo programma di governo da applicare fino alla fine dell’anno (e forse dell’esecutivo), oppure un’implosione della maggioranza e un rapido ritorno alle urne. E se sulle riforme istituzionali e su quelle del mercato del lavoro, il segretario del Pd ha raccolto finora pareri incoraggianti, le proposte per le unioni gay e la cittadinanza per gli immigrati rischiano di far saltare il banco. Ed è difficile che il sindaco di Firenze non abbia messo in conto questa possibilità quando, nelle sue proposte per il 2014, ha inserito anche temi “sensibili”, non certo adatti da affrontare per una maggioranza provvisoria per definizione.

E, a nome del Nuovo CentroDestra, il primo a rompere il fronte del plauso a Renzi è Roberto Formigoni, che in un’intervista a Libero in edicola oggi mette un freno alle velleità del nuovo leader del centrosinistra, definito “arrogante e presuntuoso”. L’ex governatore della Lombardia attacca Renzi con argomentazioni che non hanno nulla da invidiare a quelle della Lega Nord.

Abolire la Bossi-Fini? Ma siamo matti? Chi dice agli italiani che in un momento in cui non c’è lavoro per loro il governo apre le porte a tutti?

Sulle unioni civili, poi, Formigoni spiega che non è argomento che possa essere affrontato da un governo di larghe intese, viste le differenze di base tra i partiti che lo compongono. “Su certi temi non si discute, altrimenti ne trarremo le debite conseguenze”, minaccia, ricordando però che su questi argomenti Renzi avrebbe difficoltà a trovare consensi unanimi anche all’interno del Pd.

Sulle unioni gay la nostra posizione è diametralmente opposta. Invito Renzi a ragionare sul fatto che questa non è né una riforma economica né una riforma istituzionale. Quella attuale poi è una maggioranza provvisoria e Renzi lo sa bene. Per questo noi dell’Ncd proponiamo una moratoria su questo tema fino al 2015.

Solo a quel punto, il vincitore delle elezioni potrà decidere come meglio crederà. Anche dal ministro Lupi arriva uno stop, sia pure con toni più cauti. Lupi non si dice contrario in linea di principio a una riforma del codice civile per introdurre le unioni di fatto, ma non lo ritiene “una priorità” per l’agenda di governo.

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