Renzi a Grillo:”Facciamo la riforma del Senato. Da soli non si cambia l’Italia”

Renzi si rende nuovamente disponibile al dialogo con i 5 Stelle, a partire dalla Riforma del Senato

Matteo Renzi non ha alcuna intenzione di attendere il 7 gennaio per ricominciare a macinare proposte. In attesa della direzione del Partito Democratico, che avrà luogo tra due settimane, lancia subito un messaggio chiaro al Movimento 5 stelle. Intervistato da Il Fatto Quotidiano, spiega quale potrebbe essere la prima occasione di intesa con Grillo.

La proposta cardine, dalla quale potrebbe nascere un dialogo costruttivo con i pentastellati, è la Riforma del Senato. Secondo il sindaco di Firenze: “la madre di tutte le battaglie è la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie locali. Basterebbe un sì dei senatori Cinque Stelle e cambieremmo la storia italiana. Ma loro nicchiano, chissà perché…“.

L’offerta di Renzi, che si discosta da quella del Nuovo Centro Destra e di parte del Pd, potrebbe essere molto allettante per i 5 Stelle. Il segretario democratico pensa ad una riforma che faccia diventare, senza indennità aggiuntive, automaticamente senatore un presidente di una Regione o un sindaco. Questi avrebbbero facoltà di esprimere il loro parere solo sulle loro materie, quelle che riguardano gli enti locali. In questo modo finirebbe il bicameralismo perfetto, ci sarebbe un grande semplificazione burocratica e un conseguente risparmio. Grillo, invece, chiede l’abolizione del Senato tout court, “il modo migliore per non ottenere nulla“.

Renzi è fiducioso sul fatto che la sua proposta sia accolta favorevolmente dai pentastellati, nonostante il veto di Grillo, perché esplicita e molto concreta. Inoltre il rottamatore non esclude un cambio di rotta dello stesso Grillo.”E se si rifiuta?” gli domanda Stefano Feltri. Renzi risponde caustico: “Dovrei pensare che non riesce a convincere i suoi senatori a firmare una legge che serve a cancellare le loro 60 poltrone“.

Rimangono tante, però, le divergenze tra il neo segretario del Pd e i 5 Stelle. Renzi giudica molto negativamente la proposta di un referendum per uscire dall’euro, avanzata dal comico genovese, perché: “i tassi di interesse schizzerebbero, sarebbe più difficile lavorare per le imprese, si indebolirebbe ancora la capacità d’acquisto delle famiglie“. Questo non vuol dire, però, cedere ad eccessi di tecnocrazia della Ue. E a tale proposito avverte Letta:”si può sfondare il vincolo Ue del 3 per cento del deficit“. Ciò è possibile, secondo Renzi, solo se si fanno proposte serie a Bruxelles, da paese competitivo.

Il sindaco di Firenze, infine, ricorda ai grillini che “alcune battaglie – anche sacrosante – del M5S possono essere portate a termine solo se i cittadini pentastellati fanno accordi. Limitati, circoscritti, in streaming, dal notaio, in piazza, al bar, come vogliono: ma accordi. Da soli si fa testimonianza, ma non si cambia l’Italia“. Testimonianza di ciò, secondo Renzi, è stato il comportamento dei 5 stelle sull’abolizione delle province. Rifiutare 40 milioni di euro di finanziamento è un’ottima cosa, ma serve a poco se poi si fa ostruzionismo su una misura che avrebbe portato “ad un risparmio come minimo dieci volte più grande“.

Per il momento la replica di Grillo non è arrivata, ma supponiamo che il leader del M5S non sarà facilmente disponibile ad un’apertura. Ad oggi l’unico terreno di intesa possibile con il Pd rimane quello della legge elettorale.